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16.01.2022 - 17:300

Will Smith adocchia l'Oscar, nel ruolo di padre e di re

Il celebre attore potrebbe finalmente ottenere il premio grazie alla sua performance quale "King Richard"

LOS ANGELES - Ha mancato la statuetta con le nomination per "Alì" e "La ricerca della felicità", ora Will Smith, 53 anni prova a inseguire l'Oscar e, stando alle previsioni e alle lodi per la sua performance eccellente, potrebbe andare davvero a segno.

È il protagonista di "Una famiglia vincente - King Richard", in sala con Warner dal 13 gennaio, al secondo posto degli incassi dopo Spider-Man, una storia potente di tenacia, testardaggine, rigidità esemplare.

Solo così Richard Williams, afroamericano portiere di notte, può - con una determinazione che sfiora la dittatura da padre-padrone - decidere lucidamente prima ancora della nascita che due delle sue figlie, Venus e Serena, sarebbero diventate un giorno le regine del tennis professionista e di Wimbledon, nonostante colore della pelle e conto corrente a zero.

Il viaggio di una famiglia nera nel mondo del tennis
Will Smith, che ha prodotto il film con la moglie Jada Pinkett e le campionesse del tennis, si trasforma in re Richard disposto a far fare ogni sacrificio alle due giovanissime fin quando non raggiungeranno l'obiettivo, diventando per tutto il mondo black un modello di autodeterminazione. Invecchiato, umile e seduttivo al tempo stesso, con uno sguardo magnetico e una faccia che trasuda povertà e sacrificio, Will Smith si trasforma nel genitore che non vuole perdere mai di vista i figli, plasmandoli per dare un senso al loro futuro, con regole "sacre", in un mix di fede e fiducia. 

Il film di Reinaldo Marcus Green non solo fa conoscere una storia nota nel mondo del tennis ma ritrae una famiglia che negli anni '90 era rara in quell'ambiente: neri, per niente raffinati, piombati quasi per caso in questo mondo tradizionale per stravolgerlo e renderlo definitivamente più pop. Una storia di riscatto sociale e di "rivincita" sui bianchi come oltre al film anche un libro in uscita in questi giorni, "Le Williams" di Andrea Frediani e Matteo Renzoni (Newton Compton Editore), ricostruisce con fedeltà storica per raccontare le due icone del tennis al di là dei tanti record. Una vicenda sportiva che sembra scritta per Hollywood. Tutto nasce da un'intervista fatta a Venus quando aveva quattordici anni, in cui Richard Williams a un certo punto risponde al giornalista difendendo sua figlia.

«Avrei voluto fosse mia figlia»
«Quando l'ho vista, circa venti anni fa per la prima volta, il viso di Venus mi è entrato nel cuore e ho immaginato che avrei voluto fosse mia figlia. Quell'intervista aveva davvero cambiato la mia genitorialità» dice Will Smith. Si tratta di un'intervista che risale al 1995: «Mi colpì lo sguardo di Venus, era così sicura che il suo leone, suo padre, non avrebbe permesso che le accadesse nulla e mi sono innamorato subito di Richard Williams. Quando il giornalista della ABC mette in dubbio, con un certo cinismo, la fiducia di Venus nel poter battere la sua avversaria, la ragazza risponde semplicemente che 'ci crede', ma il padre interrompe l'intervista per ricordare che si sta intervistando una bambina di soli quattordici anni».

Qual era la mission di King Richard? Quella di plasmare, lentamente e inesorabilmente, giorno dopo giorno e senza nessuna pausa, la più forte giocatrice del mondo, Venus, e allo stesso tempo la giocatrice che sarà destinata a superarla, Serena. E questo trasferendo anche la famiglia dal tranquillo Michigan a Compton, una delle aree urbane più violente degli Stati Uniti, dove la morte è merce di scambio quotidiana, come accadde nel 2003 a Yetunde, sorella di Venus e Serena.

«Richard era semplicemente un genio»
«Richard Williams - aggiunge Will Smith - è stato selvaggiamente frainteso e così a me è piaciuto in questo film umanizzare la sua figura troppo demonizzata nel mondo dello sport. In realtà era semplicemente un genio». Secondo la sua autobiografia, Richard, come si vede puntualmente anche nel film, decise a freddo che i suoi figli sarebbero diventati stelle del tennis prima ancora che nascessero. E questo guardando in tv un torneo di tennis dove il vincitore aveva portato a casa 40'000 dollari in soli quattro giorni. Richard, allora guardia di sicurezza notturna, aveva visto il suo american dream e, quella sera stessa mise mano a un piano scritto di settanta pagine per trasformare i suoi futuri figli in grandi del tennis.

Will Smith, infine, racconta il primo incontro con Venus: «Ci siamo seduti e lei mi ha subito detto: 'È come se ci avessero fatto il lavaggio del cervello. La nostra punizione era quella di non poter giocare a tennis, nostro padre con noi non doveva mai spingere, costringerci. Era come se ci fosse tra di noi un incantamento; lui gettava benzina sul fuoco che io e Serena avevamo già dentro"». Venus è Saniyaa Sidney e Serena Williams è Demi Singleton. 

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