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GAMES
13.11.2016 - 10:320

Ma che bello tornare a Skyrim

Il classico di Bethesda festeggia i suoi cinque anni con una remastered fatta bene e sì, è sempre un capolavoro

 

ROCKVILLE - Un carro che procede lentamente fra monti gelati dalla brina, quattro prigionieri destinati al patibolo. Noi siamo uno di loro. Con questo incipit decisamente memorabile (e ad effetto) iniziava "Skyrim" uno dei titolo più importanti (e apprezzati della scorsa generazione di console). Gli ingredienti, nel più classico stile Bethesda, erano quelli che è lecito aspettarsi: spada, magia, draghi e un mondo colossale in cui perdersi nel tentativo di diventare eroi.

Cinque anni e sempre in forma - Più o meno cinque anni dopo l'uscita ufficiale quello che senza ombra di dubbio il più grande capolavoro dell'azienda del Maryland torna in versione (verrebbe da dire) "rimasterizzata" per l'attuale generazione di console. "Skyrim Special Edition", infatti, oltre a contenere tutte le espansioni pubblicate per il titolo originale può vantare una grafica riveduta e corretta per l'hardware di Playstation 4 e Xbox One.

Un lifting per la grafica - Per quanto riguarda le visuali la differenza, quindi, si vede si sente e si tocca? Senz'altro sì, soprattutto per quanto riguarda l'illuminazione dinamica e gli effetti ambientali (plauso particolare và all'acqua dei ruscelli). Una revisione dei "condimenti", se mi passate la similitudine alimentare, che riesce nell'intento di rendere un pochino meno anzianotti i modelli di persone, cose e animali. In definitiva, quindi, si lascia assai guardare ma comunque ha gli anni che ha.

Il gioco è sempre quello... - Per quanto riguarda il gioco in sé, e le meccaniche d'interazione, questa "Special Edition" è identica all'originale. È un male? Assolutamente no, considerando che si tratta di un prodotto di qualità estrema. Resta forse un po' l'amaro in bocca per alcune cose che non andavano già alla grandissima (tipo l'inventario, ancora decisamente caotico) e che si potevano di certo aggiustare.

... e anche i bug - E già che stiamo parlando di magagne, come altri titoli di Bethesda, anche questo soffre di quella sindrome da instabilità diffusa: ovvero bug (grafici ma anche di sistema) che saltano fuori mentre meno te lo aspetti. Tipo il centurione che ti legge la sentenza di morte (all'inizio dell'avventura) che comincia a camminare a caso in giro per l'accampamento guardandoti sempre fisso con distorsioni del collo in stile "L'esorcista" (è una storia vera). Sono cose fastidiose? Sì, certo. Sono in grado di rovinare l'esperienza di gioco? Non troppo.

"Mods" a catinelle - Da segnalare anche la possibilità, finalmente, di utilizzare anche su console i "mod" amatoriali realizzati dalla community di appassionati e che hanno reso la versione per pc quello che è: un crogiolo di creatività e interessanti trovate. Si va da nuovi moduli d'avventura, incantesimi ma anche veri e propri trucchetti "legalizzati" per portare più equipaggiamento. Insomma, non una manna ma certamente una gran quantità di roba interessante in più. Ah sì, sono a pagamento.

È pur sempre un capolavoro - Ma in fin dei conti questa Special Edition, è da comprare oppure no? Se non avete mai giocato a "Skyrim" e vi piacciono i giochi di ruolo e il fantasy in generale è un acquisto quasi obbligatorio. Se lo avete già masticato su PS3 e Xbox360 e vi è venuto un po' d'appetito rituffatevi senza troppe remore, è sempre un gran bel viaggio. Se invece avete già sviscerato l'originale la carne al fuoco potrebbe non essere sufficiente da motivarne l'acquisto.

"Skyrim Special Edition" è disponibile per Playstation 4 (versione provata) e Xbox One.

VOTO: 8

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