Cc-Ti
ULTIME NOTIZIE Dentro l'economia
DENTRO L'ECONOMIA
1 gior
Evitare l’obsolescenza programmata delle competenze
Con ‘obsolescenza programmata’ si definisce la fine pianificata del ciclo vitale di un prodotto. E per le HR?
DENTRO L'ECONOMIA
1 sett
Per salvaguardare l’export svizzero sono necessarie stabilità e certezze
Svizzera al terzo posto nella classifica mondiale della competitività. Come si riflette ciò sull’export svizzero?
DENTRO L'ECONOMIA
2 sett
Con competenza al servizio delle aziende esportatrici
Lo sportello del Servizio Export e Legalizzazioni assume un ruolo molto importante presso la Cc-Ti
DENTRO L'ECONOMIA
2 sett
Aperture e chiusure, un equilibrio
L’opinione del Direttore della Camera di commercio del Cantone Ticino Luca Albertoni
DENTRO L'ECONOMIA
1 mese
La formazione per promuovere il futuro lavorativo
Termini come smart working, BYOD, lavoro da remoto,… hanno fatto la loro prepotente comparsa nelle aziende
DENTRO L'ECONOMIA
1 mese
Video killed the radio star
Le numerose tecnologie esistenti sul mercato e a disposizione delle aziende possono cambiare il processo di selezione?
DENTRO L'ECONOMIA
1 mese
Home, Smart o Sustainable Work?
DENTRO L'ECONOMIA
1 mese
La riscoperta della nostra terra
In molti hanno paragonato il periodo vissuto a una guerra. Vi sono delle similitudini per il legame alla propria terra
DENTRO L'ECONOMIA
1 mese
Una strategia di rilancio per il Ticino post Covid-19
L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione (O.Wilde)
DENTRO L'ECONOMIA
1 mese
Crediti vs Debiti
DENTRO L'ECONOMIA
2 mesi
Orientamento incerto
DENTRO L'ECONOMIA
2 mesi
Tutti assieme facciamo un grande lavoro
DENTRO L'ECONOMIA
12.05.2020 - 11:470

Come ripartire?

Le riflessioni del Direttore Cc-Ti Luca Albertoni

D’altra parte è innegabile che sarebbe stato e sarebbe tuttora un grande errore fermare completamente il sistema economico, perché, «banalmente» occorre approvvigionarsi, disporre dei servizi essenziali, ecc.. Nell’interesse di tutta la popolazione e in primis di coloro che al fronte lottano per salvare vite. Come sempre è una questione di equilibrio, nello specifico fra la giusta protezione del bene supremo della salute e le attività che permettono, fra le altre cose, anche il funzionamento del sistema che se ne prende cura. È d’interesse generale avere un’economia che marcia, anche se a regimi minimi. Un equilibrio non facile da trovare ma non certo impossibile, soprattutto se caratterizzato dalla buona volontà di tutti di lavorare insieme, per il bene comune e nella stessa direzione.

Soluzioni differenziate
Negli ultimi anni abbiamo sempre sottolineato quanto sia importante poter disporre di un tessuto economico diversificato, con molti settori a convivere e a intersecarsi fra di loro. Per la stessa ragione, a differenza di quanto avviene per altri cantoni svizzeri con economie più «monotematiche», può diventare più impegnativo trovare soluzioni che possano essere «calzanti» per tutti. Già dall’inizio dell’attuale crisi sono emerse, legittimamente, le differenze fra i vari settori. Ad esempio l’edilizia e l’artigianato, a essa legato, si sono schierati per la chiusura del loro settore. Mentre i vari ambiti industriali erano e sono tutt’ora orientati a poter mantenere attive almeno parte delle loro attività a causa dei forti legami con il resto della Svizzera e l’estero, con fornitori e clienti disseminati in ogni parte del globo. Gli stessi problemi si ripresenteranno nella scelta dell’orientamento verso una situazione più normale, se di normalità si potrà parlare a breve termine. Fondamentale sarà l’approccio differenziato d’intervento e una grande flessibilità da parte di tutti, non solo delle imprese. Tutti gli attori del sistema devono comprendere che occorrerà ragionare quasi caso per caso, a chinandosi sui vari settori di attività e sulla loro composizione. Il mondo delle imprese è una realtà interconnessa: per una grande struttura che va in affanno, decine di imprese legate a questa attività andranno a loro volta in difficoltà o, purtroppo, non ce la faranno. Ragionare per compartimenti stagni e con l’illusione di facili soluzioni generalizzate valide per tutti sarebbe un errore fatale, un’utopia. Se nel momento di crisi più acuto vi è stato un denominatore comune legato alle difficoltà di liquidità, la riapertura delle attività presenterà invece una realtà più complessa. Ci sarà infatti chi dovrà lottare per riconquistare la clientela e far ripartire la macchina, come potrebbe essere il caso di taluni commerci e l’albergheria, ristorazione ecc. Altri invece dovranno gestire probabilmente masse di lavoro enormi per recuperare ritardi accumulati in questo eccezionale periodo, come potrebbe essere il caso dei parrucchieri, dei fisioterapisti, ecc..

Aiuti finanziari ma non solo…
Occorrerà quindi identificare e ponderare l’equilibrio fra misure finanziarie di rilancio per sostenere il nostro territorio e regolamentazioni «ad hoc» per orari, gestione del personale ecc.. Manovre che dovranno sovrapporsi e contrastare questo sentimento d’incertezza e timore. Non si può identificare con una scadenza questo duro lavoro che ci attende, viste le tante variabili che sta presentando questo virus, che non conosce confini e che sta mettendo in ginocchio socialmente ed economicamente il mondo. Si tratterà di adattare nuovamente in modo impensabile sino a mesi fa, i propri modelli di business. «I nostri sono dei seri problemi e di persone serie abbiamo bisogno» (citazione dal film «Il Presidente», del 1995). Le aziende ticinesi hanno già dimostrato in differenti modi e occasioni di essere quelle persone e di avere le carte in regola per riuscire. Il nostro tessuto ha dimostrato un avanzato civismo e vuole fortemente esserci.

 

Articolo a cura della CC-Ti


YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-08-08 10:55:33 | 91.208.130.87