Mindwriting, il software che trasforma i pensieri in testo
AvanTi
ULTIME NOTIZIE AvanTI
SVIZZERA
2 gior
Studiare Quantum Computing Basics alla School of Disruption
Il corso della scuola del SIDI aiuta a scoprire le basi tecniche e le applicazioni aziendali di questa nuova tecnologia.
FOTO
STATI UNITI
5 gior
La NASA testa il primo prototipo di taxi volante totalmente elettrico
Il veicolo a decollo verticale è stato costruito da Joby Aviation e servirà per il trasporto rapido di persone.
VIDEO
ISRAELE
1 sett
La prima fabbrica al mondo di carne coltivata in laboratorio
La start-up israeliana Future Meat ha aperto un impianto in grado di produrre 500 kg di carne coltivata al giorno.
LUGANO
1 sett
Camillo Vismara SA aderisce al progetto sostenibiliTi in qualità di Heroes League Partner
L’azienda di Cadro sceglie di farsi promotrice di un cambio di passo dettato dall’amore per la propria terra
SVIZZERA
1 sett
I corsi della School of Disruption: l’e-learning per i lavori del futuro
L’iniziativa del SIDI consente di acquisire le competenze utili per cogliere nuove opportunità di lavoro e di business.
STATI UNITI
2 sett
Oggetti stampati in 3D che percepiscono l’interazione con l’utente
I ricercatori hanno integrato le capacità di rilevamento in metamateriali per creare dispositivi di input interattivi
ITALIA
2 sett
E se la realtà fosse un gioco di specchi quantistici?
Una nuova teoria del fisico italiano Rovelli suggerisce che la realtà potrebbe essere un gioco di specchi quantistici
MONDO
2 sett
Celle solari trasparenti che durano 30 anni
Dotate di una buona efficienza si potranno integrare in vetrate e infissi per trasformare le case in centrali elettriche
STATI UNITI
03.09.2021 - 08:000

Mindwriting, il software che trasforma i pensieri in testo

Il programma potrebbe offrire nuove possibilità di comunicazione alle persone che hanno perso l’uso delle braccia

Mindwriting, o scrittura mentale, è un innovativo software che permette di trasformare i pensieri in parole. Realizzato dagli scienziati della Stanford University, il programma potrebbe offrire alle persone che hanno perso l’uso delle braccia nuove opportunità di comunicare in modo autonomo e veloce. La ricerca è stata descritta sulla rivista Nature.
Nello specifico, i ricercatori hanno accoppiato un software di intelligenza artificiale con un dispositivo, un’interfaccia cervello-computer (BCI), impiantato in un uomo con paralisi totale del corpo, denominato per l’esperimento T5. Il programma è stato in grado di decodificare le informazioni ottenute dalla BCI e convertire i pensieri del partecipante in scrittura digitale.
L’interfaccia del software mindwiritng contiene due chip di piccole dimensioni, posizionati sul lato sinistro del cervello del paziente, completamente paralizzato dal collo in giù dal 2007 a causa di un incidente. Ogni chip è dotato di 100 elettrodi che raccolgono i segnali dai neuroni che si attivano nella parte della corteccia motoria, che governa i movimenti della mano. Questi segnali neurali vengono poi inviati a un computer tramite dei cavi, dove degli algoritmi di intelligenza artificiale, progettati presso il Neural Prosthetics Translational Lab della Stanford University, hanno decodificato i segnali ricevuti dai chip e ipotizzato il movimento della mano pensato da T5.
In effetti, come hanno sottolineato gli autori, questo metodo ha permesso al partecipante di scrivere a una velocità doppia rispetto alle strumentazioni precedenti ideate dallo stesso team nel 2017. In particolare, la tecnologia mindwriting ha consentito a T5 di ricopiare un testo a una velocità di circa 18 parole al minuto, una rapidità quasi paragonabile a quella caratteristica di individui normodotati della stessa età, che è di circa 23 parole al minuto. Per quanto riguarda la scrittura libera, invece, che richiedeva piccoli intervalli di riflessione, la velocità di composizione di T5 è stata di circa 15 parole al minuto.
Il tasso di errore nella copiatura delle frasi per T5 è stata di circa uno ogni 18,5 caratteri, mentre nella composizione libera è stata di uno ogni 11,5 caratteri. Adoperando una funzione di correzione automatica, la frequenza di errori è scesa all’1 e al 2% rispettivamente per la copiatura e la composizione. «Questi tassi sono piuttosto bassi rispetto ad altre BCI. Speriamo che il nostro lavoro possa offrire una possibilità per i pazienti immobilizzati, in modo che possano comunicare in modo più efficace», ha dichiarato Krishna Shenoy, docente presso la Stanford University e tra gli autori dell’articolo.
La speranza degli studiosi, dunque, è che tale scoperta possa condurre a ulteriori progressi che possano andare a beneficio di milioni di persone che hanno perso l’uso degli arti superiori o la capacità di esprimersi a causa di lesioni del midollo spinale, ictus o sclerosi laterale amiotrofica.

AvanTi
Guarda le 2 immagini

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-10-24 08:47:46 | 91.208.130.87