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ATTUALITÀ SETTIMANALE
21.11.2017 - 11:410

I Repubblicani alla Camera approvano la riforma fiscale, ma la versione del Senato non è chiara

EFG Asset Management

 

Nei mercati USA, l’indice delle small cap Russell 2000 ha sovraperformato e il Nasdaq ha chiuso in rialzo, mentre l’S&P 500 e il Dow Jones hanno fatto registrare una perdita per la seconda settimana consecutiva. Il rendimento dei Treasury a due anni ha toccato i massimi degli ultimi nove anni, sulla scorta dei livelli massimi di propensione al rischio raggiunti giovedì. Inoltre, gli ultimi dati economici pubblicati lasciano presagire ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Lo spread tra i titoli a due e a 10 anni ha subito una contrazione a 63,2 punti base, il livello più stretto dal novembre del 2007.

Dopo due giorni di perdite, giovedì le azioni USA hanno registrato un rimbalzo, sulla scorta del rialzo registrato da Cisco e Walmart in seguito alla pubblicazione di utili per il terzo trimestre superiori alle attese. Il rally è stato sostenuto anche dall’approvazione della riforma fiscale alla Camera, dove con 227 voti a favore e 205 contrari è passato il Tax Cuts and Jobs Act. Tuttavia, la riforma deve superare ancora degli ostacoli, poiché il Senato sta mettendo a punto la sua versione della legge. La settimana si è chiusa su una nota pessimistica, con l’intensificarsi delle indagini condotte dal Consulente Speciale Robert Mueller sulle interferenze nelle elezioni presidenziali del 2016. A metà ottobre, la squadra di Mueller ha emesso un mandato di comparizione per più di una dozzina di funzionari che avevano fatto parte dello staff di Trump durante la campagna elettorale.

La maggior parte degli indici europei ha fatto registrare un calo settimanale, sulla scia delle pressioni dovute a utili societari inferiori alle attese e al rafforzamento dell’euro. Tuttavia, in Svizzera l’indice SMI ha invertito la tendenza, mettendo a segno un rialzo dello 0,5%. I dati preliminari sul PIL del terzo trimestre pubblicati nell’Eurozona sono stati complessivamente positivi, contribuendo a metà settimana a un rialzo dei titoli, che però hanno chiuso la settimana in flessione.

L’indice giapponese di riferimento, il Nikkei 225, ha interrotto la serie di nove settimane di guadagni settimanali, nonostante la pubblicazione di dati sulla crescita del PIL superiori alle attese e dati sugli utili e sulle vendite molto positivi. L’indice cinese Hang Seng è stato uno dei pochi in Asia a conseguire modesti guadagni. I dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale di settembre sono stati inferiori alle attese e hanno evidenziato segnali di rallentamento.

Il prezzo del petrolio è sceso per tutta la settimana, chiudendo la prima settimana in perdita dell'ultimo mese e mezzo. Tuttavia, venerdì ha messo a segno un rally superiore al 2%, recuperando dal minimo delle ultime due settimane toccato il giorno prima. L'incertezza sulla decisione della Russia in merito all’estensione di un patto di fornitura globale per tagliare la produzione, ha messo sotto pressione i titoli petroliferi. Anche la notizia della proposta avanzata dal fondo sovrano norvegese di escludere le società del settore gas e petrolio dal proprio benchmark ha pesato; attualmente, tali titoli compongono il 6% circa dell’indice di riferimento.

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