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UNIONE EUROPEAAnche l'Ue pronta a sganciarsi dalle forniture russe, puntando sui target climatici

08.03.22 - 16:46
La Commissione europea intende accelerare sui target energetici legati al clima
Keystone
Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea.
Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea.
Fonte ats ans
Anche l'Ue pronta a sganciarsi dalle forniture russe, puntando sui target climatici
La Commissione europea intende accelerare sui target energetici legati al clima
Allo stesso tempo, l'idea è quella di sganciarsi al più presto dalla dipendenza russa

BRUXELLES - Un piano per ri-potenziare l'Unione europea, sganciandola dalla dipendenza dalle forniture di gas russo «ben prima del 2030».

È quanto propone la Commissione europea nella Comunicazione "RePower EU", che include la diversificazione delle forniture di gas, con maggiori importazioni da fornitori non russi, aumento dei volumi di produzione e importazioni di biometano e idrogeno rinnovabile, misure per l'efficienza energetica e interconnessione superando le strozzature nelle reti europee.

Il piano RePower è essenzialmente un'accelerazione sui target clima ed energia dell'Ue. Così «potremmo rimuovere gradualmente almeno 155 miliardi di metri cubi di consumo di gas fossile, equivalente al volume importato dalla Russia nel 2021», spiega una nota della Commissione europea. «Quasi i due terzi di tale riduzione possono essere raggiunti entro un anno», si legge.

«Stoccare più gas per l'inverno»
Gli Stati membri dovrebbero poi triplicare il livello di riempimento degli stoccaggi di gas entro il prossimo inverno. La Commissione europea presenterà una proposta legislativa che richiede che gli Stati riempiano gli stoccaggi di gas «almeno al 90%» entro il 1. ottobre di ogni anno. Oggi la media è del 25-30%. La proposta arriverà in aprile, ma gli Stati sono invitati ad «agire subito anche se il processo legislativo è in corso». Per raggiungere l'obiettivo la Commissione indica incentivi per fornitori e operatori di rete.

L'esecutivo europeo apre quindi ad acquisti e stoccaggi comuni di gas: l'esecutivo si propone per coordinare le operazioni di riempimento dei depositi, «ad esempio tramite appalti congiunti», raccolta di ordini e forniture corrispondenti. Nel documento, viene suggerito di creare «una piattaforma europea congiunta per la intellettualizzazione della fornitura di gas basata su negoziati bilaterali con i principali produttori».

«Con le rinnovabili invece di foraggiare gli oligarchi potremmo creare posti di lavoro qui in Europa»
In una conferenza stampa a Strasburgo il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans ha spiegato che è tempo di "accelerare" le procedure per l'eolico e il solare. «Con le rinnovabili invece di foraggiare gli oligarchi potremmo creare posti di lavoro qui in Europa. Fit for 55, se attuato ridurrà il consumo di gas del 30% entro il 2030. Entro la fine dell'anno possiamo sostituire i 2/3 del gas importati dalla Russia. È difficile ma è possibile». 

Rispondendo ad una domanda sul possibile aumento dell'uso del nucleare Timmermans ha dichiarato che «gli Stati membri sono liberi nelle scelte che formulano nel loro mix energetico. Sono tenuti a rispettare le regole sulla riduzione delle emissioni ma spetta ai singoli Stati membri decidere» in questo settore. «È immaginabile che alcuni Stati membri possano decidere di non utilizzare il gas come combustibile di transizione ma di mantenere un po' di più il nucleare o il carbone».

Rispondendo poi ad una domanda sull'ipotesi di mettere in campo lo strumento del debito comune per l'emergenza energetica il vicepresidente esecutivo della Commissione ha sostenuto che «non c'è nessun progetto di eurobond» per le spese energetiche «a livello di Commissione, forse c'è a livello di qualche Stato membro».

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