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STATI UNITI / EUROPA
17.02.2021 - 06:050
Aggiornamento : 07:46

I lavoratori "da remoto" fuggiti nei resort di lusso

Homeworking? Anche in villaggi vacanza da 70'000 dollari al mese

NEW YORK / LONDRA - Lavoro da casa? In molti hanno deciso di renderlo «lavoro da resort», godendosi il clima e la tranquillità tipici delle ferie in attesa dell'arrivo del vaccino.

È un trend piuttosto presente tra manager e alti funzionari sia in Europa, che negli Stati Uniti, come conferma il portale Bloomberg. 

A differenza della prima ondata di Covid-19, che ha preso le persone alla sprovvista, durante la seconda c'era chi era già pronto - nel caso di lockdown e ritorno all'home working - a fuggire dalle restrizioni.

Alcune agenzie di viaggi hanno confermato tale tendenza: In Europa, in molti hanno deciso di spostarsi in luoghi dal clima più caldo, come Dubai o le Maldive, per sfuggire al confinamento invernale. Diversi businessman americani, invece, hanno potuto optare per diverse opzioni vicine, in quanto molti paesi hanno aperto le frontiere e allentato le restrizioni di viaggio: ad esempio Hawaii, Messico, Costa Rica, Belize e Caraibi.

«In molti hanno deciso di spostarsi a vivere in posti più tranquilli, per evitare lo stress da lockdown» ha detto a Bloomberg Jack Ezon, fondatore dell'agenzia Embark Beyond. Le destinazioni sono varie, in quanto i clienti vanno ovunque ci sia un clima caldo, ma altrettanto importante è il funzionamento del collegamento Wi-Fi.

Il costo medio, secondo Ezon, è di 70'000 dollari al mese, con la maggior parte dei clienti che prenotano soggiorni lunghi, che variano da due a quattro mesi.

Fa bene alla creatività?

Secondo Shawn Garvey, Ceo di una società d'innovazione energetica di San Francisco, una soluzione del genere gli ha permesso anche di aumentare la propria produttività. «Ero stanco, non avevo più ispirazione», ha raccontato al portale statunitense. «Le mie giornate consistevano nel rotolare fuori dal letto e lavorare dal portatile in mutande».

Insomma, Garvey non ha nessun interesse a tornare «finché gli uffici non saranno di nuovo aperti».

D'altronde, coloro che sono partiti non vedono questi soggiorni come una vacanza, ma più come una parentesi della loro vita lavorativa classica, ma svolta in un ambiente diverso.

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