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CILE
25.10.2020 - 19:470

Il Cile vota l'addio alla Costituzione di Pinochet

I cittadini che si sono recati ai seggi hanno dovuto attendere diverse ore per votare

Fonte Maurizio Salvi - ats ans
elaborata da Alessandra Ferrara
Giornalista

SANTIAGO - Il Cile ha onorato oggi un grande appuntamento con la sua storia, realizzando un referendum nazionale che, quasi con certezza, autorizzerà una riforma radicale dell'autoritaria Costituzione approvata 30 anni fa, in piena dittatura. E che permetterà forse ai cileni di liberarsi una volta per tutte dello spettro del generale Augusto Pinochet.

Quasi 15 milioni di persone sono state chiamate a recarsi alle urne dal governo del presidente Sebastián Piñera, a conclusione di un anno burrascoso.

Con le piazze e le strade di Santiago e delle altre grandi città del Paese riempite quasi quotidianamente di manifestanti che hanno messo sotto accusa il modello economico e sociale cileno, e soprattutto la Costituzione che lo ispira.

Le forze dell'ordine, e in particolare i carabineros, hanno risposto alle proteste usando una durezza che ha fatto ricordare a molti l'energia repressiva della dittatura (1973-1990). Il bilancio è stato di 36 morti e centinaia di feriti, fra cui 460 con danni oculari, fino alla cecità completa.

A riprova dell'accaduto, una decina di giorni fa Sergio Micco, presidente dell'Istituto nazionale per i diritti umani del Cile, ha presentato un rapporto in cui sono state censite ben 2.520 violazioni dei diritti umani compiute da polizia e militari.

I cittadini che si sono recati ai seggi, e che spesso hanno aspettato ore per poter depositare le schede nell'urna a causa anche dei rigidi protocolli anti-Covid, hanno trovato due quesiti. Il primo riguardante la volontà di riformare il testo costituzionale ('apruebo') o di non farlo ('rechazo').

In subordine, invece, una domanda sul metodo di formazione dell'Assemblea costituente composta da 155 membri. La prima opzione offerta era una scelta del 100% dei membri alle elezioni amministrative dell'11 aprile 2021. La seconda invece ipotizza un'assemblea mista, composta per il 50% da parlamentari e per il 50% da cittadini eletti con voto popolare, allo stesso modo dei membri dell'Assemblea costituzionale.

Dopo aver votato, il capo dello Stato ha formulato un pressante appello agli elettori a fare altrettanto. Poi ha spiegato la decisione di non rivelare la sua scelta: «Nel mio governo - ha ricordato - ci sono ministri che sono per l'approvazione e altri per il rigetto, ma tutti sono d'accordo che la giornata si svolga in modo da onorare la nostra tradizione democratica».

Significativamente, l'analista politico ed ex dirigente della Dc cilena, Víctor Maldonado, anticipando la vittoria del sì alla riforma ha osservato che «l'opposizione al governo di Piñera non può commettere l'errore di rimanere attaccata solo alla protesta. Nei prossimi mesi dovrà mobilitarsi anche per contribuire alla soluzione dei problemi economici e sociali del Cile».
 
 

keystone-sda.ch (Alberto Valdes)
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