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ITALIASe il Ticino e i magnati russi c'entrassero con il naufragio degli 007

01.06.23 - 10:21
Soldi, ville, hotel e banche potrebbero avere a che fare con la presenza di agenti italiani e del Mossad a un passo dal confine.
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Se il Ticino e i magnati russi c'entrassero con il naufragio degli 007
Soldi, ville, hotel e banche potrebbero avere a che fare con la presenza di agenti italiani e del Mossad a un passo dal confine.

SESTO CALENDE - Che sull'imbarcazione naufragata la scorsa domenica sul Lago Maggiore la quasi totalità (21) dei passeggeri fosse legata ai Servizi di Italia e Israele è ormai certo. Persino lo skipper e proprietario del "Goduria" faceva parte dell'ambiente, tanto da essere stato coinvolto nell'organizzazione e nella logistica di quella che fino ad ora era stata descritta come una semplice gita del fine settimana.

Come abbiamo riferito, la comitiva di oltre 20 persone aveva raggiunto il ristorante "Il Verbano" sull'isola dei Pescatori, dove li aspettava un tavolo prenotato per le ore 12,30. All'origine di questa gita sul lago, con fermata a pranzo, all'inizio era sembrato dovesse esserci un compleanno, poi in seguito - quando l'identità del tutto particolare dei "gitanti" si era palesato - si è parlato di una giornata di riposo per gli 007 dopo che, nei giorni precedenti al disastro, avevano lavorato insieme, scambiandosi informazioni e forse documenti.

Interessi russi - Ciò che di nuovo si aggiunge alla tragica storia, costata la vita a quattro persone, lo riferisce oggi il Corriere della Sera. Ebbene secondo il quotidiano, la sponda piemontese del Lago Maggiore, quella per intenderci di Verbania, è da tempo meta di russi interessati a riqualificare, oltre che ad aprire, nuovi hotel. Spostando così i propri investimenti dal lago di Como a quello Maggiore.

E in questo senso si fa riferimento a hotel extra lusso a Pallanza, dove è di recente stata acquistata una villa da un cittadino russo, e a Baveno. La domanda sorge spontanea: se in un regime sanzionatorio, come quello attuale, è praticamente impossibile operare tra Russia e Italia a livello bancario, cosa cambia tra investire sul Lario piuttosto che nelle zone limitrofe ad Arona?

È qui che il Corriere parla del ruolo presunto della Svizzera, dove sarebbe possibile muovere capitali attraverso depositi facenti capo a società straniere e italiane di "amici". Il tutto reso possibile grazie all’intermediazione e agli spostamenti di «mogli e amanti di magnati» che atterrano a Malpensa, affittano auto con autista e si dirigono verso le «banche di Lugano», per fare poi rotta sulle coste del Lago Maggiore.

Ma non è tutto. Sì, perché la sponda del Verbano sarebbe location amata da sempre dalle famiglie ebree ortodosse che all'interno delle proprie ville ospitano feste con invitati d'eccezione: per lo più politici americani. Ecco che la presenza di 007 nelle vicinanze del confine con la Svizzera non può che far pensare alla possibilità di operazioni investigative sotto copertura legate al flusso di ingenti capitali.

Spionaggio industriale - Infine, l'indagine giornalistica pone l'accento sull’interesse del Mossad nel monitorare i rapporti tra aziende italiane e iraniane, relativamente al commercio di componentistica civile utilizzata poi nei droni, in una zona famosa per l'industria di mezzi aerei.

Interrogativi sorti già nelle ore successive alla tragedia, quando gli agenti superstiti avevano affrettato le operazioni di check-in/out dalle abitazioni, oltre che acquisire i rapporti di servizio delle ambulanze intervenute, a voler forse impedire eventuali fughe di nomi e una possibile azione di contro-spionaggio.

Il "volo sensibile" da Israele - Anche in Israele la stampa e in particolare un giornalista di Haaretz, Avi Scharf, ha sollevato la questione relativa al Mossad e ha parlato di un volo partito alla volta di Malpensa poche ore dopo il naufragio: «Meno di 12 ore dopo l'incidente in barca -scrive in un tweet - un bizjet israeliano utilizzato per voli sensibili ufficiali è decollato da Israele diretto a Milano, vicino al Lago Maggiore, dove è morto l'agente del Mossad israeliano il cui nome non può essere rivelato in Israele, insieme ad agenti dei servizi segreti italiani». Per poi aggiungere che, «dopo breve tempo a terra, il jet è tornato immediatamente in Israele».

 

 

 

 

 

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