IRANLa verità dietro l'abolizione della polizia morale: «Non fatevi ingannare»

06.12.22 - 14:35
Amnesty International è prudente sulle recenti informazioni sullo scioglimento dell'istituzione e avverte la comunità internazionale.
AFP
La verità dietro l'abolizione della polizia morale: «Non fatevi ingannare»
Amnesty International è prudente sulle recenti informazioni sullo scioglimento dell'istituzione e avverte la comunità internazionale.

TEHERAN - «La polizia morale è stata abolita», l’annuncio a sorpresa del procuratore generale iraniano Mohammad Jafar Montazeri durante un’intervista alla televisione di Stato pubblicata domenica scorsa. Una notizia accolta con entusiasmo dalla comunità internazionale e festeggiata come una possibile prima apertura del regime dopo mesi di proteste e violente repressioni. 

Un successo o un inganno? - Una piccola vittoria dei manifestanti, un primo passo verso la normalizzazione, una semplice illusione oppure una trappola? Amnesty international non ha dubbi: «Le dichiarazioni vaghe e contraddittorie delle autorità iraniane sul presunto scioglimento della "polizia morale" non devono ingannare la comunità internazionale sulla continua violenza contro donne e ragazze». 

L'organizzazione a difesa dei diritti umani si aggiunge alla lista di esperti e analisti che, a seguito dell’annuncio del procuratore generale, hanno subito espresso i loro dubbi e le loro perplessità. «Non bisogna farsi ingannare». «La "polizia morale" non ha nulla a che fare con la magistratura ed è stata chiusa da qualunque organo l'abbia istituita in passato», sono state le giustificazioni di Montazeri. «La magistratura continuerà a regolare il comportamento delle persone nella società», indicando che la sorveglianza del corpo delle donne in base alle leggi sul velo obbligatorio continuerà. 

Possibili scenari - Quali sono quindi i cambiamenti che dobbiamo attenderci? La "polizia morale" iraniana è una sottosezione delle forze di polizia del Paese, che ricade sotto il mandato del Ministero degli Interni. «Nonostante la dichiarazione del Procuratore generale cerchi di distanziare la magistratura dalla "polizia morale", secondo il Codice di procedura penale iraniano, i funzionari di polizia sono considerati "funzionari giudiziari" che possono eseguire arresti e interrogatori sotto la supervisione e le istruzioni del Procuratore», sostiene Amnesty International.  

La polizia della moralità si occupa, a partire dal 2006 quando è stata fondata dall’allora presidente Ahmadinejad, di sorvegliare che la popolazione rispetti del codice di condotta islamico. In particolare questo corpo di polizia si concentra sull'abbigliamento imponendo alle donne una serie di divieti conformi ai dettami religiosi. Proprio la violenza dei suoi agenti ha portato la morte della giovane ragazza Mahsa Amini e provocato la rabbia della popolazione.

Una trappola - La notizia dello scioglimento è stata definita da diversi media internazionali un trappola. In primo luogo la notizia non è mai stata confermata dal governo di Teheran. «La dichiarazione del procuratore generale è stata volutamente vaga e non ha menzionato l'infrastruttura legale e politica che mantiene in vigore la pratica del velo obbligatorio. Affermare che la "polizia morale" non ha nulla a che fare con la magistratura distorce la realtà. Per decenni la criminalizzazione di donne e ragazze in base a leggi abusive e discriminatorie sul velo obbligatorio è stata avallata dalla magistratura. Di fronte all'indignazione in Iran e nel mondo per questa forma estrema di discriminazione e violenza di genere, le autorità iraniane stanno semplicemente scaricando le responsabilità su altri per sfuggire alle proprie», ha dichiarato Heba Morayef, direttrice regionale di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del Nord. 

Secondo la Ong in difesa dei diritti umani la comunità internazionale non deve lasciarsi ingannare da questo annuncio. L’obbligo di indossare il velo è sancito dal Codice penale iraniano e da altre leggi e regolamenti che consentono agli organi di sicurezza e amministrativi di sottoporre le donne ad arresti e detenzioni arbitrari. «La "polizia morale" mette sotto sorveglianza l'intera popolazione femminile, ma la sorveglianza del corpo delle donne non si limita allo Stato».

«È importante ricordare che i manifestanti in Iran non chiedono solo lo smantellamento della "polizia morale", ma anche la transizione dell'Iran verso un nuovo sistema politico e giuridico che rispetti i loro diritti umani e le libertà fondamentali. La rivolta popolare in corso in Iran riflette la rabbia della nazione per decenni di oppressione nei confronti della popolazione iraniana», ha concluso Heba Morayef.

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