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La veglia per i morti e la rabbia contro il governo

STRAGE DI HALLOWEENLa veglia per i morti e la rabbia contro il governo

05.11.22 - 17:01
Attivisti e gruppi politici hanno cavalcato l'onda di rabbia con almeno sette veglie di protesta a Seul
keystone-sda.ch / STF (Ahn Young-joon)
Le veglie a Seul in ricordo delle strage di Halloween.
Le veglie a Seul in ricordo delle strage di Halloween.
Fonte Ats Ans
La veglia per i morti e la rabbia contro il governo
Attivisti e gruppi politici hanno cavalcato l'onda di rabbia con almeno sette veglie di protesta a Seul

SEUL - Stringendo candele bianche e cartelli neri, migliaia di persone si sono radunate oggi in tutta Seul con veglie di protesta per ricordare le vittime della calca per la festa di Halloween nel quartiere Itaewon della capitale sudcoreana, riporta la Bbc.

I manifestanti hanno lanciato dure critiche al governo e chiesto le dimissioni del presidente Yoon Suk-yeol, mentre la rabbia continua a crescere per la più grande tragedia in Corea del Sud in quasi un decennio.

Nella tragedia del 29 ottobre, 156 persone - per lo più giovani - sono morte e altre 196 sono rimaste ferite. Il capo della polizia nazionale si è scusato, così come il presidente Yoon Suk-yeol, che ha promesso di migliorare le misure di controllo della folla in futuro. Ma non è bastato a placare la sete di giustizia dei cittadini.

Attivisti e gruppi politici hanno cavalcato l'onda di rabbia con almeno sette veglie di protesta oggi in tutta la capitale. La più grande è stata organizzata da Candlelight Action, un'alleanza di gruppi progressisti, che ha tenuto regolari proteste politiche contro il presidente Yoon anche prima della tragedia di Itaewon.

La manifestazione si è tenuta vicino al municipio, con due corsie di una strada principale bloccate da decine di migliaia di manifestanti. Molti portavano cartelli di protesta neri che dicevano «Dimettersi è un'espressione di cordoglio», un messaggio per il presidente Yoon.

All'inizio della giornata, a Itaewon una folla di 200 manifestanti di vari gruppi politici giovanili si è radunata vicino al luogo dell'incidente. Vestiti di nero e con le mascherine, tenevano in alto cartelli che dicevano: «Alle 6:34 lo Stato non c'era», in riferimento all'orario della prima chiamata di emergenza alla polizia, ore prima che si verificasse effettivamente la calca mortale.

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