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SVIZZERA/MONDOL'intervista esclusiva a Vitali Klitschko: «Non vogliamo ritornare nell'Unione Sovietica»

24.05.22 - 22:11
Il sindaco di Kiev era ospite in remoto del Wef: «Ogni euro dato alla Russia è sporco di sangue ucraino»
20 Minuten/Ann Guenter
SVIZZERA/MONDO
24.05.22 - 22:11
L'intervista esclusiva a Vitali Klitschko: «Non vogliamo ritornare nell'Unione Sovietica»
Il sindaco di Kiev era ospite in remoto del Wef: «Ogni euro dato alla Russia è sporco di sangue ucraino»

DAVOS - Non è stata solo quella di Zelensky la giornata di ieri al Wef di Davos, a collegarsi in remoto dall'Ucraina c'era infatti anche il sindaco di Kiev - ed ex-supercampione di pugilato - Vitali Klitschko. I colleghi di 20 Minuten sono riusciti a intervistarlo, in esclusiva.

Nel collegamento video, Klitschko ha il viso di pietra e indossa la divisa militare che siamo abituati a vedergli addosso dall'inizio del conflitto: «Parlare con Putin? Non vale la pena discutere con un malato. Nessuno sano di mente sosterrebbe una tragedia come questa, e non lo è solo per l'Ucraina ma anche per l'Europa e la stessa Russia».

Una presenza al Wef, quella delle istituzioni di Kiev, che ha un obiettivo ben preciso: «Sappiamo quanto sia importante a livello internazionale questo palco e vogliamo che sia chiaro quanto sia nell'interesse di tutti che si giunga a una pace in Ucraina. Al momento le cose si stanno muovendo, con la richiesta della Finlandia e della Svezia, ma voglio ricordare che anche noi eravamo neutrali e come garanzia abbiamo rinunciato a tutte le nostre armi nucleari nel 1994» (sul suolo ucraino, lo ricordiamo, si trovava una gran parte dell'arsenale atomico dell'URSS, ndr.).

«Poi però la Russia ha rotto i patti e ci ha invaso e ora riconosco che abbiamo fatto un errore rinunciando alle nostre armi. Quello che penso è che Putin ci veda come fossimo parte di un impero russo, o addirittura sovietico, che vuole ricostruire. Ma noi non vogliamo vivere sotto una dittatura, vogliamo un futuro da Paese democratico, da paese europeo. Se oggi combattiamo lo facciamo per il nostro Paese ma anche per il futuro dei nostri figli. Abbiamo già vissuto in Unione Sovietica e non vogliamo ritornarci».

Per questo Klitschko si mostra molto comprensivo riguardo alla domanda di Svezia e Finlandia di entrare a far parte della Nato: «Comprendo perfettamente le loro ragioni, vogliono proteggersi e la Nato è uno strumento importante. L'opposizione della Turchia? È una mossa politica per ottenere concessioni vantaggiose. Siamo seri, che tipo di minaccia potrebbe rappresentare la Finlandia per la Turchia?».

Altro argomento caldo, tanto per Zelensky quanto per il sindaco di Kiev, è quello delle sanzioni che devono essere il più severo possibile: «Quello che voglio far capire è che ogni centesimo di euro che l'Europa spende negli affari con la Russia non arriva alla gente ma direttamente all'esercito russo. E chi vede quello che vediamo noi ogni giorno sa come vengono spesi. Sono soldi sporchi di sangue, sangue ucraino».

Parlando della"sua" capitale, che sta riassaporando una quasi-normalità: «Ci sono danni alle infrastrutture, la nostra economia è in ginocchio ma sono convinto che avremo la forza e il coraggio per rialzarci. Non possiamo però parlare di normalità, anche in questo istante un missile russo può colpire un qualsiasi palazzo. La gente ormai si è abituata alle sirene e la tensione pervade l'aria. È maggio, il mese più bello in Ucraina, ma sui nostri volti è difficile vedere una qualsiasi traccia di sorriso».

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