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GRECIAIl sollievo (e le ansie) dei passeggeri salvati dall'Euroferry Olympia

20.02.22 - 12:10
Le emozioni sono forti e sono tante, tra la gratitudine per averla scampata e le preoccupazioni per il futuro
AFP
Alcuni dei sopravvissuti in una struttura di Corfù, in Grecia.
Alcuni dei sopravvissuti in una struttura di Corfù, in Grecia.
Il sollievo (e le ansie) dei passeggeri salvati dall'Euroferry Olympia
Le emozioni sono forti e sono tante, tra la gratitudine per averla scampata e le preoccupazioni per il futuro
In particolare, l'ansia riguarda coloro che hanno perso i loro camion e la loro merce: tutto il necessario per il lavorare

CORFÙ - Ancora sotto shock, sollevati per essere sopravvissuti, stanchi per le troppe ore senza dormire e in ansia per il futuro. Le sensazioni espresse da alcuni sopravvissuti all'incendio sulla nave di linea Euroferry Olympia sono variegate e intense, tanto da trasmettere in pieno l'impatto emotivo di un evento del genere.

Molti tra coloro che erano a bordo della nave, lo ricordiamo, sono camionisti e trasportatori di merci. Uno di loro ha raccontato la sua esperienza all'agenzia Reuters, spiegando che stava dormendo (erano le quattro di mattina) quando alcuni membri dell'equipaggio hanno bussato con forza alla porta della sua cabina, urlando di abbandonare la nave. «Ci siamo vestiti rapidamente e siamo corsi sul ponte», dove «i membri dell'equipaggio cercavano di spegnere il fuoco». A quel punto, a bordo c'era il panico.

«Non sapevo cosa stesse succedendo, eravamo su una barca, era buio pesto, non sapevo dove mi trovavo, era terrificante», ha dichiarato invece un 58enne britannico, che ha aggiunto di aver dovuto lasciare tutti i suoi effetti personali quando si è dovuto mettere a correre nell'oscurità verso le scialuppe di salvataggio. 

A bordo c'erano anche famiglie con bambini e neonati, e i superstiti sono stati portati al riparo in un hotel di Corfù. «Abbiamo visto la morte inanzi a noi», ha dichiarato un altro camionista italiano, per cui il viaggio da Igoumenitsa (Grecia) a Brindisi era ormai una questione di routine. Anche un trasportatore proveniente dall'Albania temeva che la morte fosse arrivata per loro. «C'era così tanto fumo, ho pensato che non ce l'avremmo fatta, ci è voluta circa un'ora e mezza prima di salire sulle scialuppe di salvataggio» ha dichiarato al Guardian. Simili i toni di un giovane 16enne nordeuropeo: «È stata una notte veramente spaventosa, non la dimenticherò mai nella mia vita».

Mentre le squadre di soccorso sono ancora alla ricerca di undici persone, tuttora disperse e possibilmente ancora intrappolate sulla nave, le preoccupazioni dei sopravvissuti vanno anche al futuro. Per i lavoratori è infatti viva una sensazione d'incertezza e di ansia per aver perso del tutto i propri camion e le proprie merci, fondamentali per la sussistenza.

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