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Petrópolis in ginocchio e sommersa dal fango, i morti sono almeno 100

BRASILEPetrópolis in ginocchio e sommersa dal fango, i morti sono almeno 100

17.02.22 - 14:39
La città di vacanza fra i monti brasiliani devastata dal maltempo, il governatore: «Come se fosse esplosa una guerra»
keystone-sda.ch (Antonio Lacerda)
Petrópolis in ginocchio e sommersa dal fango, i morti sono almeno 100
La città di vacanza fra i monti brasiliani devastata dal maltempo, il governatore: «Come se fosse esplosa una guerra»

RIO DE JANEIRO - Si aggrava ad almeno 100 morti il bilancio provvisorio a Petrópolis, città brasiliana nella regione montuosa a 70 km di Rio de Janeiro. In seguito alle forti piogge degli scorsi giorni una serie di frane ne hanno travolto l'abitato seppellendolo in una letale colata di fango, acqua e sassi.

Secondo quanto confermato dalla Protezione Civile di Rio, nella giornata di martedì in tre ore ha piovuto come tutto il mese di febbraio dell'anno scorso. Sempre secondo le stime delle autorità si parlerebbe di un numero incredibile di scoscendimenti, circa 269, registrati nell'arco di pochissime ore.

Da mercoledì i soccorsi scavano nel fango in cerca di superstiti. Fino a oggi 24 persone sono state estratte dalle macerie ma non è chiaro quante persone possano essere sepolte sotto alla colata, secondo le prime stime si parlerebbe di una trentina di dispersi.

«Continueremo con il nostro lavoro e faremo il tutto quanto in nostro potere, e oltre, per salvare quante più vite possibile», ha dichiarato ai media il governatore di Rio de Janeiro, Claudio Castro.

Petropolis, nota in tutto il paese come destinazione vacanziera e per la sua architettura sfarzosa di epoca imperiale, ha visto il suo volto letteralmente deturpato dal maltempo che ha colpito diversi quartieri in una maniera quasi combinata. I violenti torrenti fangosi hanno devastato edifici e spazzato via automobili, rendendo le strade inagibili. Si stima che almeno 439 persone siano rimaste senza casa.

«È come una zona di guerra... auto cappottate, incastrate sui pali della luce... e c'è ancora acqua ovunque», ha continuato Castro confermando che quello di martedì è stato il nubifragio più violento dal 1932 a questa parte.

«L'acqua è arrivata all'improvviso, e con una forza spaventosa», racconta affranto a Reuters il negoziante Henrique Pereira, «ho perso tutto, la nostra vita era già difficile con la pandemia e tutto il resto, e poi ci si mette anche questo...»

E in moltissimi scavano - pala in pugno - in cerca di oggetti cari, dei propri animali e nei casi più tragici dei loro famigliari: «Ho tirato fuori dal fango una ragazzina, era rimasta sepolta viva», racconta all'agenzia francese AFP il 24enne Wendel Pio Lourenco.

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