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IslandaIslanda accusata di misoginia davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo

20.12.21 - 18:47
Diverse donne si sono unite per denunciare che quanto scritto nelle leggi del Paese non ha davvero seguito nella realtà
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Islanda accusata di misoginia davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo
Diverse donne si sono unite per denunciare che quanto scritto nelle leggi del Paese non ha davvero seguito nella realtà

REYKJAVÍK - Foto delle ferite, note mediche, testimoni, messaggi minatori. Una donna vittima di violenza porta tutte le prove necessarie per incastrare l'aggressore e la polizia, invece d'investigare, lascia cadere il caso in prescrizione. Diverse islandesi hanno accusato il proprio governo di misoginia e l'hanno portato davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu).

L'Islanda è stata coronata per 12 anni consecutivi, incluso il 2021, come nazione più gender-equal al mondo dal World economic forum. Questo perché sulla carta ha leggi molto forti contro la discriminazione di genere, come la parità di retribuzione a tutti i livelli. Le donne sono molto presenti nelle posizioni lavorative di potere, rappresentando quasi il 50% dei seggi del parlamento e dei consigli di amministrazione delle società islandesi. Definito come un paradiso femminista, il sesso femminile che vive nel Paese non è esattamente d'accordo.

Una causa contro il governo islandese è stata intentata nel mese di marzo scorso. Le accusatrici sono tutte donne che sostengono di essere state abbandonate dalla giustizia. La Cnn ha raccolto la testimonianza di Maria Árnadóttir che subiva violenza fisica da parte del compagno, ormai ex, e che il problema del rapporto tossico in cui si trovava era culminato nel luglio del 2016, quando ha affermato di aver temuto per la propria vita. Secondo i documenti ha portato in polizia per denunciare l'uomo, in quell'ultima occasione era anche finita in pronto soccorso. Le carte mostrano inoltre come a sostegno delle sue parole, avesse portato in centrale foto dei lividi, note dei medici, testimoni e messaggi minatori ricevuti dall'ex.

Nonostante la solidità delle prove, è bastato che l'uomo negasse di averla aggredita perché la polizia abbandonasse il caso. Un anno e mezzo dopo alla vittima era stato infatti comunicato che il caso era stato archiviato perché non avrebbe portato a nessuna condanna. Successivamente la vittima aveva scoperto che non era vero e che gli agenti avevano semplicemente lasciato cadere il caso in prescrizione. Per una vittima è difficile seguire le indagini sul proprio caso perché la legge sulla trasparenza islandese non dà loro modo di visualizzare i propri fascicoli.

Il ministero della giustizia ha dichiarato che durante la suddetta indagine è stato sì commesso un certo errore, ma non soddisfa il livello minimo di gravità per essere qualificato coma una violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Steinunn Gudjonsdottir, portavoce e responsabile della raccolta fondi di Stigmatot, una Ong che combatte la violenza sessuale, ha spiegato che c'è ancora un divario tra la legge e la sua applicazione. «Il sistema giudiziario irlandese considera lo stupro un crimine immensamente grave in termini di condanna. Ma non c'è manodopera e neppure attenzione a riguardo. In caso di omicidio, un fatto piuttosto insolito per il Paese, l'intera forza di polizia indaga e viene trattato come un'enorme priorità. Questo non accade nel caso di uno stupro».

In uno studio nazionale del 2018, denominato "Tha Saga Cohort", un quarto delle donne islandesi ha affermato di aver subito uno stupro o tentato stupro nel corso della propria vita. Il 40% ha subito violenza fisica o sessuale da parte del proprio partner. In tutto i ricercatori hanno intervistato 30'000 persone, quasi un terzo della popolazione femminile del Paese.

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