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CINALa scomparsa di Peng Shuai preoccupa il mondo del tennis femminile (e non solo)

18.11.21 - 06:00
La 35enne è svanita nel nulla dopo un'accusa di molestie all'ex-vicepremier Zhang Gaoli e si teme per la sua salute
Keystone
La scomparsa di Peng Shuai preoccupa il mondo del tennis femminile (e non solo)
La 35enne è svanita nel nulla dopo un'accusa di molestie all'ex-vicepremier Zhang Gaoli e si teme per la sua salute

PECHINO - Ha postato sul suo account social una pesante accusa di molestie nei confronti del ex-vice primo ministro cinese, e figura chiave del Partito Comunista. Dopo di che la tennista cinese Peng Shuai è scomparsa nel nulla.

È alta la preoccupazione nel mondo nel tennis, ma non solo, riguardo all'effettiva incolumità dell'atleta, fra le figure più di spicco della disciplina nella Repubblica Popolare. 

Il messaggio di Shuai, una lettera aperta al 75enne Zhang Gaoli pubblicata sul social cinese Weibo, è stato rimosso circa 30 minuti dopo e il suo account bloccato nei motori di ricerca ma in diversi sono riusciti a immortalarlo in uno screenshot.

Da quel momento in poi, della 35enne, si sono completamente perse le tracce: «Perché sei voluto tornare da me, mi hai portato a casa tua e mi hai costretto a fare sesso con te?», riporta un estratto il post cancellato. 

Dopo reiterate domande di fare chiarezza da parte della Women's Tennis Association (WTA) alla Federazione cinese di tennis, la risposta è arrivata attraverso i media cinesi in una stringatissima email firmata dalla tennista che però non ha affatto convinto, anzi. 

Nella lettera, ripresa dai media nazionali cinesi, l'interessata affermerebbe «non sono scomparsa, sono al sicuro e a casa a riposare» mentre l'accusa dei presunti abusi, riprese nel comunicato della WTA, sarebbe «falsa, come tutte le informazioni diffuse dall'Associazione» che dovrebbe «verificare con me le sue notizie prima di pubblicarle».

Un tono, ma anche una palese contraddizione rispetto ai fatti, che non tranquillizza affatto il responsabile della WTA Steve Simon: «Il comunicato inoltratoci dai media di Stato cinesi non fa altro che aumentare la mia preoccupazione sulla sua situazione, fatico a credere che sia stato davvero scritto da lei. Deve poter parlare liberamente e in piena trasparenza, anche degli abusi subiti».

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