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La revisione dei criteri per conteggiare i morti per Covid-19 in Perù ha fatto più che raddoppiare il numero.
PERÙ
01.06.2021 - 10:330

Il Perù ha visto passare i decessi per Covid-19 da quasi 70mila a oltre 180mila

È la conseguenza del cambiamento dei criteri di conteggio, che ora tengono conto dell'eccesso di mortalità

LIMA - È bastato un cambiamento nei criteri per il conteggio dei morti per Covid-19 per fare del Perù la nazione al mondo con il maggior numero di decessi in rapporto alla popolazione.

Secondo il conteggio della Johns Hopkins University il numero delle vittime è più che raddoppiato: si è passati da 69'342 a 180'764. Ovvero più di 500 morti per ogni 100mila abitanti.

L'eccesso di mortalità - I nuovi criteri, ha spiegato la prima ministra peruviana Violeta Bermúdez, tengono conto dell'eccesso di mortalità, ovvero del numero di decessi in più rispetto alla media degli anni precedenti. Si tratta di un fattore chiave per misurare gli effetti della pandemia, secondo numerosi esperti. Così devono averla pensata anche quelli, nazionali e internazionali, consultati dal governo di Lima. «Pensiamo che sia nostro dovere rendere pubbliche queste informazioni aggiornate» ha spiegato Bermúdez.

Non una sorpresa - Il Perù è stato uno tra i più colpiti Paesi del Sudamerica: il sistema sanitario è andato in grossissima difficoltà e si sono registrare gravi carenze nelle forniture di ossigeno. Il presidente della Federazione medica peruviana, Godofredo Talavera, non si è detto sorpreso di questa revisione al rialzo. «Non c'è stato sostegno da parte del governo con l'ossigeno e i letti di terapia intensiva» si legge sulla Bbc. «Al momento non abbiamo abbastanza vaccini. La prima linea di cure non è stata riattivata. Tutto questo ci rende il primo Paese al mondo per mortalità».

Un triste record che potrebbe essere superato - Il triste primato del Perù potrebbe essere presto superato da altri Paesi: la nazione sudamericana è infatti la prima ad aggiornare il criterio di conteggio. In precedenza era l'Ungheria ad avere il più alto rapporto vittime/abitanti, con più di 300 ogni 100mila persone. L'Organizzazione mondiale della sanità ritiene che i dati ufficiali dei decessi siano sottostimati rispetto al numero reale delle vittime del Sars-CoV-2.

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