keystone-sda.ch / STF (Adel Hana)
ISRAELE
16.05.2021 - 13:110
Aggiornamento : 14:42

Gaza, 33 i morti nelle scorse ore

Alle 14 ha preso il via il Consiglio di sicurezza dell'Onu

TEL AVIV - Sono 33 le vittime dei raid aerei israeliani su Gaza della scorsa notte. Lo riferisce il ministero della Sanità di Hamas.

12 donne e otto bambini avrebbero perso la vita nel corso dei bombardamenti, che hanno provocato il ferimento di più di 50 persone. La maggior parte delle vittime apparterebbero alla stessa famiglia. Sempre secondo Hamas sono 181 le persone uccise dall'inizio delle ostilità, mentre i feriti hanno superato quota 1200. I soccorritori sono al lavoro tra le macerie dei palazzi distrutti, alla ricerca di possibili sopravvissuti.

Questa mattina le sirene antimissile hanno continuato a suonare nelle località israeliane a ridosso della Striscia di Gaza. Alle 14 inizierà il Consiglio di sicurezza dell'Onu, nel corso del quale si discuterà proprio del conflitto israelo-palestinese.

Pressioni per un cessate il fuoco - Il governo israeliano sta ricevendo pressioni crescenti affinché acconsenta a un cessate il fuoco con Hamas. A Tel Aviv, dove è in corso la riunione del Gabinetto di sicurezza governativo, si potrebbe decidere che gli obiettivi militari colpiti nei raid di questi giorni siano sufficienti, secondo i media locali.

C'è poi da tenere in considerazione che l'appoggio internazionale a Israele si sta indebolendo, in particolare quello proveniente dagli Stati Uniti. Si potrebbe arrivare quindi a una tregua già nelle prossime ore.

 

Solidarietà a Lod - Il leader del partito arabo Ra'am, Mansur Abbas, ha fatto sapere che i suoi sostenitori sono disposti a contribuire al ripristino delle sinagoghe bruciate nel caos che ha avuto luogo nella città israeliana di Lod. «Alla luce delle violenze avvenute nella moschea al Aqsa di Gerusalemme, per riportare la calma occorre stabilire che i Luoghi santi e i luoghi di preghiera non devono essere violati. Noi siamo pronti a partecipare alla riparazione delle sinagoghe bruciate, e ne ho già parlato col sindaco di Lod».

Abbas ha ribadito che ora «la cosa più importante è di mantenere nervi saldi, calmare la situazione e ricostruire i rapporti fra ebrei ed arabi».

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