SIRIALeader dell’Isis, un mestiere pericoloso

01.12.22 - 19:43
Dopo al Zawahiri e al Zarqawi una terza figura di spicco del movimento perde la vita in circostanze ancora poco chiare. Facciamo il punto.
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Leader dell’Isis, un mestiere pericoloso
Dopo al Zawahiri e al Zarqawi una terza figura di spicco del movimento perde la vita in circostanze ancora poco chiare. Facciamo il punto.

ALEPPO - Al Zawahiri, al Baghdadi e ora Abu Hassan al Qurashi. La lista dei leader dello Stato Islamico eliminati si allunga. La protezione e la sicurezza delle autorità principali e degli interpreti di punta del movimento sembrano diventare sempre più complicate. Durante gli ultimi anni la disgregazione del gruppo estremista ha complicato la vulnerabilità dei loro capi. Facciamo il punto. 

Il ruolo della propaganda - La notizia deve ancora venire verificata. La reazione degli Stati Uniti è stata infatti molto ponderata e prudente. La soddisfazione non si è ancora trasformata in euforia. Il rischio che l’annuncio sia soltanto un trucco per tutelare e proteggere il leader persiste. 

Le informazioni che giungono dalla Siria sono frammentate. Secondo la versione più affidabile, il leader del movimento islamico si sarebbe fatto saltare in aria per non finire nelle mani dei ribelli siriani. Nascosto nel villaggio di Jasem, nella provincia di Deraa, non avrebbe avuto alternative. «Accogliamo con favore l'annuncio che un altro leader dell'ISIS non camminerà più sulla faccia della Terra», è stato il commento del portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Kirby. 

Il segretario stampa della Casa Bianca Karine Jean-Pierre non ha voluto commentare alcun coinvolgimento degli Stati Uniti nell'operazione che ha portato alla morte di Hashimi. «Siamo lieti di vedere la rimozione dei leader dell'ISIS in così rapida successione», ha detto ai giornalisti «Gli Stati Uniti rimangono impegnati a contrastare la minaccia globale dell'ISIS e sono pronti a lavorare con i partner internazionali».

Il primo leader dell'Isis - Il ruolo di leader del movimento sembra essere diventato sempre più pericoloso. Dati alla mano il leader più longevo è stato il primo califfo dello Stato Islamico Abu Bakr al Baghdadi. Scappato a diversi attacchi, è riuscito a sopravvivere per quasi sei anni, ma anche lui alla fine non è potuto sfuggire ai radar americani. Nel 2019 un’operazione speciale aveva scovato e ucciso il leader nascosto in Siria.

Il testimone era stato in seguito raccolto da Abu Ibrahim al Qurashi. Durante la sua gestione ha dovuto affrontare un momento particolarmente difficile per il califfato. Il progressivo crollo dello Stato Islamico aveva portato alla perdita di vari territori e soprattutto l’affievolirsi dell’entusiasmo verso la dottrina estremista. Un raid condotto dalle forze speciali statunitensi nel febbraio 2022 ha portato alla morte di al Qurashi. 

Un nuovo capo sconosciuto - L’ennesimo cambio ai vertici ha portato, un po’ a sorpresa secondo degli esperti di terrorismo, alla nomina di Abu Hassan al Qurashi. La sua identità è stata molto discussa senza riuscire veramente a costruire un quadro completo del personaggio. Lo Stato Islamico ne ha rivelato ieri il decesso, attraverso il canale Telegram, senza rivelare molte informazioni sul defunto leader. L’Isis ha subito rassicurato la continuità del movimento con la scelta di Abu al Hussein al Husseini al Quraishi 

Il portavoce non ha fornito molti dettagli sul nuovo leader, ma ha detto che è un jihadista «veterano» e ha invitato tutti i gruppi fedeli all'Isis a giurare fedeltà al suo quarto leader. 

COMMENTI
 
Ascpis 1 mese fa su tio
Che si facciano esplodere tutti in massa a casa loro sti maiali!!!
falco8 1 mese fa su tio
purtroppo i nostri leader durano anche più di mezzo secolo... non auguro loro di farsi saltare in aria, ma un cambio generale obbligatorio ogni 5-6 anni farebbe bene alla politica fossilizzata del nostro paese.
Panoramix il Druido 1 mese fa su tio
Anche questo durerà quanto un gatto in tangenziale...
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