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UCRAINANegoziati, Putin ha rifiutato la pace?

14.09.22 - 14:25
Mentre si torna a parlare di colloqui, Reuters svela che un'intesa agli inizi della guerra c'era. Ma fu abbandonata
Reuters
Negoziati, Putin ha rifiutato la pace?
Mentre si torna a parlare di colloqui, Reuters svela che un'intesa agli inizi della guerra c'era. Ma fu abbandonata

KIEV / MOSCA - Kiev e Mosca non si parlano. O meglio, non lo hanno fatto per un periodo piuttosto lungo, dopo i tentativi itineranti della scorsa primavera, tra Bielorussia e Turchia - e con l'eccezione, riservata ad hoc per il grano, dei colloqui di Istanbul per sbloccare l'impasse delle esportazioni dalle coste ucraine. Per mesi l'orizzonte non ha lasciato intravedere alcuno spiraglio, segno che il campo di battaglia restava per entrambe le parti il migliore dei tavoli negoziali. Almeno fino a quando non si è concretizzata la controffensiva di Kiev, che in queste ore sembra aver rimescolato il mazzo.

Fino a ieri, lo scenario era quello descritto. Lo stesso ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, aveva ribadito quanto fosse determinante «la posizione» in cui ci si siede al tavolo dei negoziati. «Oggi i negoziati con la Russia si svolgono sul campo di battaglia, e questo è l'unico tipo di negoziato che comprendo davvero». Parole di chiusura da parte di Kiev? Non proprio, ma probabilmente condizionate dal sentire nelle proprie mani parte del manico di quel coltello che, per mesi, gli ucraini hanno osservato dal lato della lama. Kuleba ha infatti confermato, a Rbk-Ucraina: «Siamo pronti a sederci al tavolo se si tratta del completo ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina». Punto e capo.

«Mosca vuole negoziare»
Il fatto singolare è che ora le intenzioni d'imbastire un possibile negoziato, a fronte delle riconquiste territoriali di Kiev nel nord-est del paese, siano state manifestate da Mosca. Così ha perlomeno affermato la vice premier ucraina Olga Stefanishyna in un'intervista rilasciata a France 24, convinta che le intenzioni del Cremlino siano quelle di mettere un freno alla controffensiva, a "trazione occidentale", in corso. Lo stesso Cremlino che, secondo fonti confermate da Reuters, avrebbe respinto, nelle prime fasi all'alba della guerra, un'intesa con Kiev che prevedeva garanzie sul fatto che l'Ucraina non sarebbe entrata nella Nato.

Putin ha rifiutato la pace?
Nel dettaglio, si legge, l'accordo firmato dall'alto funzionario Dmitry Kozak - il vice primo ministro russo, di origine ucraina, e uomo molto vicino al presidente Vladimir Putin - durante la sua missione in terra d'Ucraina avrebbe consentito di evitare alla Russia la necessità di occupare militarmente l'ex repubblica sovietica. Kozak, stando a quanto riportato da tre diverse fonti, vicine alle alte sfere russe, ne era convinto. Il presidente russo però, nonostante l'iniziale sostegno verso le negoziazioni, avrebbe poi deciso di fare un passo indietro. De facto, si potrebbe dire, rifiutando la pace. E questo perché gli obiettivi si erano nel frattempo ampliati e, conseguentemente, le concessioni previste nell'ambito di quell'accordo non erano più sufficienti.

Da Mosca, neanche a dirlo, non confermano quanto riportato nella testimonianza esclusiva dell'agenzia di stampa. Tutto il contrario. «Non c'è alcun collegamento con fatti reali. Questa cosa non è mai accaduta. Sono informazioni del tutto sbagliate», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. E da Kiev? Reuters precisa di non essere «stata in grado di verificare in modo indipendente» la sottoscrizione di un'intesa in tal senso né da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, né da qualche alto funzionario del suo governo. La domanda di fondo quindi rimane, per il momento, senza una risposta: si sarebbe potuta evitare questa guerra?

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