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STATI UNITICovid-19, le varianti preoccupanti derivano dalle infezioni croniche

24.08.22 - 15:19
È quanto suggerisce uno studio che si è focalizzato sulle persone immunocompromesse
Getty
Fonte Ats
Covid-19, le varianti preoccupanti derivano dalle infezioni croniche
È quanto suggerisce uno studio che si è focalizzato sulle persone immunocompromesse

ATLANTA - Le varianti preoccupanti del coronavirus, ovvero che hanno maggiori probabilità di evadere i vaccini o infettare i guariti, emergono da infezioni Covid croniche in persone che non riescono ad eliminare il virus dal proprio organismo, poiché immunocompromesse. Lo suggerisce uno studio pubblicato su 'Frontiers in Virology' e finanziato dalla National Science Foundation e dallo European Research Council, che consiglia l'importanza di identificare queste persone, non solo per curarle, ma anche per condurre la sorveglianza genomica dei Sars-CoV-2 che trasportano.

Quando un virus si replica, non sempre fa copie perfette. E, occasionalmente, le mutazioni danno luogo a una variante che può renderlo più trasmissibile, più difficile da rilevare e trattare o più letale. I ricercatori della Emory University e dell'Università di Oxford, hanno costruito un modello meccanicistico per studiare il problema, utilizzando i dati esistenti su varianti fin qui emerse e un software sviluppato ad hoc.

Il risultato esclude la teoria secondo cui le varianti preoccupanti emergano dalla trasmissione in casi di infezioni acute mentre sostiene che ciascuna variante si è evoluta all'interno di singoli individui che avevano un'infezione cronica. Questo ultimi, come dimostrano precedenti studi, sono persone immunocompromesse, come quelle che assumono farmaci per malattie croniche, e possono restare infetti anche per mesi.

«I nostri risultati mostrano che le varianti preoccupanti, invece di evolversi dalle catene di trasmissione di infezioni acute da Covid che avvengono in centinaia di milioni di persone, derivano da rari casi in cui qualcuno può avere un'infezione attiva per mesi», afferma Daniel Weissman, autore corrispondente e professore di biologia e fisica alla Emory University.

«Un messaggio chiave - aggiunge Mahan Ghafari, primo autore e ricercatore a Oxford - è che è importante identificare e sorvegliare più attivamente le persone con infezioni croniche. Perché in molti casi possono essere asintomatici e non rendersi conto di essere infettati da Covid, sebbene stiano diffondendo il virus».

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