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RUSSIAGas: Mosca verso il taglio del 20% della produzione

19.08.22 - 13:20
Pesano le sanzioni dell'Ue, ma il Cremlino vuole farsi trovare preparato e aumenta le scorte
AFP
Fonte ats ans
Gas: Mosca verso il taglio del 20% della produzione
Pesano le sanzioni dell'Ue, ma il Cremlino vuole farsi trovare preparato e aumenta le scorte

MOSCA - Cala la produzione di gas in Russia per effetto delle sanzioni dell'Ue a seguito della guerra in Ucraina, mentre crescono gli stoccaggi, che risultano essere del 20% sopra la media degli ultimi 5 anni.

È il quadro tracciato dalla piattaforma indipendente European Gas Hub, che ricorda l'obiettivo di Mosca di arrivare al 100% di scorte a inizio novembre, quando l'inverno russo incomincia a mordere, con 72 miliardi di metri cubi di metano giacenti nei depositi.

Gli analisti prevedono poi un taglio alla produzione per evitare la chiusura di alcuni giacimenti in settembre. Al taglio del 16% registrato lo scorso mese di giugno, potrebbe infatti seguire, secondo le stime di European Gas Hub, un taglio di «oltre il 20%» del gas prodotto da qui al mese di ottobre. L'obiettivo di Mosca è ridurre i danni dovuti all'inattività di alcuni giacimenti di gas, specie quelli più vecchi, nel corso del prossimo inverno.

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Scende ai livelli dello scorso 3 marzo il greggio americano (Wti -1,06% a 89,54 dollari al barile) che si attesta sotto quota 90 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord (-1,17% a 95,47 dollari al barile) si mantiene ampiamente sotto la soglia dei 100 dollari.

In controtendenza il gas naturale (+1,66% a 245 euro al MWh), ben al di sopra del record di 241 euro segnato ieri in chiusura di seduta, mentre procede la corsa agli stoccaggi per sopperire al calo delle importazioni dalla Russia nel prossimo inverno. In rialzo anche il prezzo del metano a Londra, dove è stata superata la soglia delle 5 sterline, con una richiesta di 523,93 penny per unità termica Mbtu.

Deboli i metalli, dall'oro (-1,13% a 1.750 dollari l'oncia) all'argento (-3,12% a 19,21 dollari l'oncia). In calo dello 0,95% a 680,5 dollari la tonnellata il ferro e dello 0,79% a 3.998 dollari la tonnellata l'acciaio a seguito della minor domanda dalla Cina.

In rialzo le quotazioni del grano duro (+0,83% a 822 dollari per unità da 5mila staia) e di quello tenero (+0,53% a 753 dollari).

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