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STATI UNITIIl blitz? «Un'azione sbagliata. Perpetrata per intimidire Trump»

13.08.22 - 13:40
Alan Dershowitz, legale dell'ex presidente degli Stati Uniti, critica duramente la perquisizione condotta dall'Fbi
Reuters
Fonte ats
Il blitz? «Un'azione sbagliata. Perpetrata per intimidire Trump»
Alan Dershowitz, legale dell'ex presidente degli Stati Uniti, critica duramente la perquisizione condotta dall'Fbi

WASHINGTON D.C. - «È stata un'azione sbagliata, perpetrata per intimidire, molto poco ortodossa, con Donald Trump sono stati usati due pesi e due misure, l'obiettivo è ottenere informazioni sul 6 gennaio 2021, ma il mandato da solo chiarirà poco». Lo afferma in un'intervista al quotidiano italiano "La Stampa" Alan Dershowitz, avvocato e legale di Trump nel caso di impeachment per il Russiagate, parlando del blitz dell'Fbi a casa dell'ex presidente Usa.

«Quanto fatto nei confronti di Trump conferma il doppio standard usato dalla Giustizia - sottolinea - non è andata così ad Hillary Clinton o all'ex consigliere per la Sicurezza nazionale Sandy Berger, entrambe stelle sulle quali grava il sospetto di aver sottratto informazioni classificate».

Poi aggiunge: «Il vero obiettivo del raid era trovare informazioni riguardo i fatti del 6 gennaio 2021. La storia dei documenti è stata utilizzata come scusa, ricorrere a un mandato di perquisizione per questioni riguardanti materiale classificato, specie nei confronti di un ex presidente o di un'alta carica dello Stato, è qualcosa che non è mai successo. La vicenda degli Archivi nazionali è solo un pretesto».

Secondo l'avvocato il blitz dell'Fbi e il procedimento sulla Trump Organization fanno parte di «un'operazione concertata: questa è una vicenda che ha forti contaminazioni politiche e su cui servirebbero delle chiare spiegazioni delle istituzioni e delle autorità coinvolte». Su cosa accadrà adesso spiega: «Il rischio è serio, c'è un'indagine penale in corso che potrebbe portare a una condanna e alla prigione». E prosegue: «Quello che invece Trump non rischia è che, qualsiasi cosa accada, può correre per la presidenza degli Stati Uniti, anche se viene incriminato e addirittura può correre dalla prigione».

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