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keystone-sda.ch / STF (Denis Farrell)
SUDAFRICA
03.12.2021 - 14:000
Aggiornamento : 15:13

Omicron, come vanno le cose in Sudafrica?

L'incidenza dei ricoveri dei bambini sotto i cinque anni di età è inferiore solamente a quella degli over 60

JOHANNESBURG - Come vanno le cose in Sudafrica, prima nazione al mondo ad aver lanciato l'allarme sulla variante Omicron del coronavirus? Non bene, ma neanche malissimo, se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno. Da una parte c'è l'incremento considerevole dei nuovi positivi: sono 11'500 nelle ultime 24 ore (mentre nella giornata precedente erano 8'500). Dall'altra, però, le ospedalizzazioni non crescono allo stesso ritmo. È quanto ha spiegato alla Bbc il dottor Owen Kaluwa, rappresentante nel paese dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

La maggioranza dei nuovi contagi è localizzata nella provincia di Gauteng, dove si trovano la capitale Pretoria e Johannesburg. Qui la crescita è stata più rapida rispetto alle altre aree: il tasso di positività è passato dal 2% di metà novembre al 24% di questa settimana. Un'analisi compiuta dall'agenzia stampa France-Presse (Afp) rileva che questa quarta ondata si sta diffondendo più velocemente rispetto alle tre che l'hanno preceduta. Si è rilevato che il primo focolaio ha interessato studenti universitari, poi il virus si è diffuso rapidamente tra i giovani e poi si è allargato anche alle persone più anziane.

Sul versante ospedali, i ricoveri restano ancora abbastanza bassi ma «siamo solo nei primi giorni», avverte Kaluwa. Un legame diretto tra Omicron e casi gravi di Covid-19 sarà più chiaro agli esperti tra un paio di settimane, ha aggiunto. Al momento, spiegano gli scienziati sudafricani, si è notato un aumento dei ricoveri tra i bambini al di sotto dei cinque anni, con tassi di positività più elevati nella fascia 10-14 anni. In Sudafrica il vaccino non è attualmente autorizzato sotto i 12 anni.

«L'incidenza sotto i cinque anni è ora la seconda più alta e inferiore solo all'incidenza in quelli con più di 60 anni» ha dichiarato in conferenza stampa Wassila Jassat, dell'Istituto nazionale per le malattie trasmissibili (Nicd). «I dati preliminari suggeriscono che Omicron è più trasmissibile e ha una certa evasione immunitaria» ha aggiunto la responsabile della sanità pubblica del Nicd, Michelle Groome.

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