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STATI UNITIInseguito e ucciso per odio, si dichiarano «non colpevoli»

12.05.21 - 11:44
Gli imputati per l'omicidio di Ahmaud Arbery sostengono di non aver commesso alcun reato
keystone-sda.ch / STF (Russ Bynum)
Il padre della vittima, Marcus Arbery Sr, parla alla stampa all'esterno del tribunale: «Sentiamo che la giustizia è più vicina».
Il padre della vittima, Marcus Arbery Sr, parla alla stampa all'esterno del tribunale: «Sentiamo che la giustizia è più vicina».
Inseguito e ucciso per odio, si dichiarano «non colpevoli»
Gli imputati per l'omicidio di Ahmaud Arbery sostengono di non aver commesso alcun reato

ATLANTA - Travis McMichael, Gregory McMichael e William Bryan Jr, i tre uomini accusati per l'omicidio di Ahmaud Arbery - ucciso a colpi d'arma da fuoco nel febbraio 2020 - si sono dichiarati non colpevoli in merito alle accuse federali di "crimine d'odio", formulate lo scorso mese da un gran giurì.

Arbery, 25 anni, fu inseguito e ucciso mentre stava facendo jogging. Nell'atto d'accusa federale è riportato che i tre sospetti impugnarono le armi, salirono a bordo di un pick-up e lo inseguirono per le strade di Brunswick. E questo fu motivato «dalla razza e il colore» della pelle di Arbery. Tra i capi d'accusa viene pure sottolineato il tentativo «di sequestrare e imprigionare illegalmente Arbery». Da qui l'accusa anche di tentato sequestro.

Il ragazzo fu ucciso con tre colpi di fucile a pompa sparati da distanza ravvicinata. E il momento fu immortalato in video da uno dei presenti con il suo smartphone.

La versione della difesa
La difesa dei tre imputati però sostiene che non sia stato commesso alcun reato e che i McMichael abbiano deciso di inseguire Arbery perché sospettavano si trattasse di un ladro, che era stato ripreso in video all'interno di un'abitazione in costruzione nelle vicinanze. E il più giovane dei tre, Travis McMichael, avrebbe quindi premuto il grilletto temendo per la sua vita quando il 25enne ha tentato di afferrare l'arma dalle sue mani.

«La giustizia è più vicina»
L'udienza di ieri è stata inoltre la prima volta in cui i familiari di Arbery e i tre imputati si sono trovati nella stessa aula. Parlando con la stampa all'esterno del tribunale, il padre della vittima, Marcus Arbery Sr., ha detto che la decisione di perseguire la morte di suo figlio come crimine d'odio è stata per lui «un grande sollievo». Ora «sappiamo che la giustizia è più vicina».

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