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I certificati sono difficilmente distinguibili dagli originali.
GERMANIA
17.04.2021 - 08:030
Aggiornamento : 09:23

150 euro per l'immunità: il mercato nero dei certificati vaccinali

«Ho richieste da ogni angolo del paese», annuncia in anonimo uno dei venditori

Le autorità hanno però già aperto un'indagine: «La produzione, distribuzione e anche l'uso di falsi è perseguibile».

FRANCOFORTE - Un vero e proprio mercato nero virtuale di falsi certificati di vaccinazione, talmente simili agli originali da essere difficilmente rilevabili durante un controllo.

È quanto ha scovato il programma "Report Mainz", dell'emittente ARD, portando a galla un giro d'affari impressionante.

I certificati sono in vendita a 150 euro su diversi gruppi Telegram, e sono perlopiù identici a quelli originali rilasciati in Germania: hanno una copia del timbro di uno dei centri di vaccinazione (ad esempio Bonn, Augsburg o Francoforte), hanno le firme che devono esserci, e persino gli adesivi con il numero di lotto del vaccino idealmente somministrato.

L'emittente televisiva ha anche intervistato uno dei sospetti venditori, che dietro all'anonimato della chat ha dichiarato di averne venduti oltre trenta in un giorno e di star «esaurendo tutte le richieste», con clienti provenienti da tutti gli angoli della Germania. 

Da quanto dichiara, vuole poter esercitare i suoi «diritti fondamentali» anche senza doversi vaccinare. Il prezzo di un falso? 150 euro, ma ci sono anche gli sconti: chi ne prende due, ad esempio, paga 200 euro, chi ne prende dieci, invece, deve pagare solo 125 euro al pezzo.

Alcuni funzionari del centro vaccinale di Francoforte, confrontanti con uno dei falsi, sono rimasti interdetti dalla somiglianza con gli originali. «È vergognoso, sono senza parole» ha detto Benedikt Hart, che dirige il centro di vaccinazione da parte della Croce Rossa tedesca (DRK). 

Hart ha però subito riconosciuto che il certificato fosse falso, grazie a un numero associato a ogni medico che deve essere presente sul timbro. Tuttavia, come ammette lui stesso, per determinati funzionari che dovessero controllare tale certificato, ad esempio al confine o in dogana, il compito sarebbe tutt'altro che evidente.

Anche Michael Heiland, direttore comunale del centro di vaccinazione, si è detto scioccato: «Non avrei mai immaginato che una cosa del genere potesse accadere» ha ammesso, annunciando che sporgerà denuncia.

L'ufficio della polizia criminale dello Stato dell'Assia ha intanto già avviato un'indagine penale. Infatti, la produzione, la distribuzione e persino l'uso di tali falsi è perseguibile a norma di legge.

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