Keystone
EUROPA
24.10.2020 - 22:500

L'Europa si divincola tra record di casi e nuove strette

Una situazione cui i cittadini sembrano reagire con un mix di preoccupazione, noncuranza e ribellione

ROMA - È un'Europa sempre più tesa quella che assiste all'avanzata quotidiana del coronavirus, con nuovi record negativi nel numero di casi e di morti e con nuove restrizioni imposte dai governi, che stringono le maglie intorno alle attività ritenute non essenziali e alla libertà di movimento delle persone.

Una situazione cui i cittadini sembrano reagire con un mix di preoccupazione, noncuranza in alcuni casi, e a volte aperta ribellione. A Londra migliaia di persone sono scese nuovamente nelle strade per protestare contro le misure di lockdown varate da Boris Johnson - corteo poi interrotto dalla polizia -, così come manifestazioni analoghe c'erano state nei giorni scorsi in Spagna e altrove.

Nel difficile equilibrismo tra la volontà di non soffocare ulteriormente l'economia già messa a dura prova dalla prima ondata del virus e l'imperativo di salvaguardare la salute dei cittadini, i governi da giorni sembrano virare sempre di più verso la necessità di una stretta per tentare di appiattire una curva dei contagi che appare fuori controllo.

La Spagna si prepara a decretare un nuovo stato di allarme che già a inizio settimana potrebbe aprire la strada a un coprifuoco generalizzato in tutto il Paese, dopo quelli imposti in alcune regioni tra cui Madrid. Il Belgio, che ha segnato un nuovo record di oltre 15mila casi in un giorno, ha anticipato anche a Bruxelles il coprifuoco dalle 22 alle 6, come già deciso nei giorni scorsi in Vallonia. Reintrodotto anche l'obbligo di mascherina ovunque e da lunedì chiuderanno sale di spettacolo, teatri, cinema e palazzetti dello sport.

In Bulgaria la capitale Sofia chiuderà locali e discoteche per due settimane. La Polonia, dove è risultato positivo al Covid il presidente Andrzej Duda, è entrata in un regime di semi-lockdown con la chiusura dei ristoranti e delle scuole, il divieto di incontro per gruppi oltre le cinque persone e l'invito a restare a casa per gli anziani sopra i 70 anni.

Intanto la Germania ha superato la soglia dei 10mila morti per Covid-19 dall'inizio della pandemia. La Repubblica Ceca si conferma uno dei focolai europei più seri, con oltre 15'000 contagi e 126 vittime giornaliere: numeri che impressionano se si considera che il Paese ha lo stesso numero di abitanti della Lombardia, poco più di dieci milioni. Altri picchi sono stati segnalati nei Balcani, in Bosnia, Serbia e Croazia.

E se l'Europa piange, l'America non ride. Gli Stati Uniti hanno segnato il loro nuovo massimo giornaliero di contagi, 80 mila. Il record precedente era stato di circa 77'000 lo scorso 16 luglio. Una situazione che ormai sembra essere una delle materie principali della campagna elettorale per le presidenziali. «Se non si cambia rotta si rischiano altri 200 mila morti», ha ammonito il candidato democratico Joe Biden, mentre Trump continua a ripetere che la pandemia se ne sta andando via ovunque negli Usa e che il vaccino è in arrivo.

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