Keystone/Facebook
TURCHIA
04.03.2020 - 16:170
Aggiornamento : 16:35

Erdogan bacchetta la Grecia che respinge i migranti e ricorda: «Una volta i profughi erano i vostri nonni»

In parlamento il presidente turco ha mostrato una foto di rifugiati ellenici in Medio Oriente.

Alla frontiera greca si radunano decine di migliaia di migranti decisi a raggiungere l'Ue. Si registrano già almeno due morti.

ANKARA - Criticando aspramente la Grecia per il modo in cui sta respingendo i migranti che tentano di entrare nel suo territorio dalla Turchia, Recep Tayyip Erdogan ha proiettato sul muro dell'aula del parlamento ad Ankara una foto che raffigura dei profughi greci in fuga dai nazi-fascisti accolti in Siria nel 1942.

«I greci, che stanno usando ogni mezzo per fermare i profughi che arrivano nel loro Paese, persino facendoli affogare o uccidendoli con proiettili veri, non dovrebbero dimenticare che potrebbero avere bisogno di questa stessa pietà un giorno», ha affermato il presidente turco nel corso di un discorso riportato da Hurriyet Daily News. Il 66enne ha quindi indicato un’immagine di rifugiati greci in Siria nella Seconda Guerra Mondiale e ha aggiunto: «Uno di questi bambini o bambine greci potrebbe essere il nonno o la nonna di Mitsotakis», ha ipotizzato riferendosi al primo ministro di centrodestra ellenico, Kyriakos Mitsotakis.

Nella foto - visibile nella registrazione del discorso condivisa da Erdogan su Facebook - si vede la copertina della rivista in lingua araba “Huna al-Quds” (“Qui Gerusalemme”) con l’immagine di una donna che distribuisce degli indumenti a dei bambini. “Distribuzione di viveri e vestiti ai profughi greci in Siria”, si legge nella didascalia. L’edizione è quella dell’11 gennaio 1942. Durante l’occupazione italo-tedesca della Grecia, decine di migliaia di greci sono fuggiti via mare verso il Medio Oriente, dove sono stati accolti in campi profughi.

La Turchia ospita 3,5 milioni di rifugiati siriani. Da quando Erdogan ha annunciato che non tratterrà più chi, tra loro, intenda entrare nell’Unione Europea, decine di migliaia di migranti non solo siriani, ma anche afghani e pakistani, si sono accalcati alle frontiere di terra e di mare greche. Lunedì, un bambino è rimasto ucciso nell’affondamento di un barcone che sarebbe stato provocato accidentalmente dalla guardia costiera ellenica. Oggi, secondo quanto riferito dalle autorità turche, un migrante è stato invece ucciso da proiettili veri sparati dalla polizia di frontiera greca al confine turco-ellenico presso Edirne.

Erdogan è in cerca di nuovi fondi per 1 miliardo di euro da parte dell’Unione Europea, con la quale aveva concluso un accordo da 6 miliardi di euro per trattenere i rifugiati siriani sul suo territorio. Mira inoltre a ricevere appoggio politico per le sue operazioni militari in Siria, dove ha creato una zona cuscinetto nel Nord del Paese e ha ingaggiato scontri con le forze del regime di Bashar al-Assad e la Russia, impegnate nella riconquista di Idlib in mano alle forze ribelli. L'offensiva sta spingendo nuovi profughi verso la Turchia.

Nel suo discorso in parlamento, Erdogan ha accusato «tutti i Paesi europei che oggi chiudono le loro frontiere ai profughi» di «violare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo» quando «provano a respingerli colpendoli e affondando le loro imbarcazioni o persino sparando loro».

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