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CINA
19.10.2018 - 06:000

Il marito finge di essere morto, la moglie si annega insieme ai figli

La tragedia ha portato alla luce la drammatica condizione delle donne nelle aree rurali del paese

PECHINO - Ha fatto molto scalpore e ha acceso un riflettore sulla condizione delle donne nelle aree rurali della Cina la storia di una donna che si è annegata insieme ai due figli, credendo che il marito fosse morto.

Il piano - L'uomo, il cui cognome è He, avrebbe messo in scena il suo decesso per sfuggire ai debitori e assicurare un'entrata alla famiglia riscuotendo la sua assicurazione sulla vita. La polizia ha riferio che lo scorso 19 settembre He ha lanciato un'auto presa a noleggio dentro a un fiume, per far credere di essere morto. Il suo intento era di nascondersi per un po' di tempo, salvo poi ritornare da moglie e figli e fuggire insieme a loro e al denaro ottenuto dalla frode assicurativa. He - in un video pubblicato dai media locali - ha aggiunto di aver tenuto la moglie all'oscuro di questo progetto.


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La donna non ha retto alla notizia e tre settimane dopo la sparizione del marito ha annunciato che si sarebbe uccisa per riunire la famiglia. He si è costituito il 12 ottobre, il giorno dopo il ritrovamento del cadavere della moglie e dei figli. «Mia figlia, che è malata, deve fare dei controlli ogni mese. Devo pagare le rate dell'auto e le spese famigliari. Anch'io sono malato. L'ho fatto per sfuggire ai debiti» ha spiegato. «Non avrei mai pensato che mia moglie fosse così infatuata di me».

La polemica - C'è molta discussione in Cina su questo episodio. Sotto accusa è finita l'industria del credito, che porta molti cittadini a indebitarsi anche in maniera irreversibile, e le dure condizioni di chi lavora nell'agricoltura, specialmente le donne. Un editoriale di Beijing News afferma: «Il punto fondamentale di questa tragedia non è la "morte per amore" o il mentire per ragioni finanziarie. È la completa disperazione delle donne, più comune nelle campagne». Per anni, sottolinea il Guardian, il tasso dei suicidi è stato più alto tra le donne che tra gli uomini e maggiore nelle zone rurali rispetto alle città. I sociologi pensano che questa situazione possa essere frutto di un mix di fattori: isolamento sociale, mancanza di opportunità economiche e la politica del figlio unico, che per lungo tempo ha costretto molte donne ad abortire.

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