PAGAMENTI GREENPaygreen allevierà le coscienze degli amanti dello shopping

20.01.23 - 11:00
Una start-up svizzera offre un metodo di pagamento che spinge i negozi a offrire prodotti climaticamente neutrali e a produrre meno CO2
Paygreen.
Vogliono motivare i negozi online a commerciare in modo più attento all’ambiente: Roman Odermatt (CEO), Andrea Stöckli (CMO) e Christiane Voigtländer (responsabile Sustainability) della start-up Paygreen.
Vogliono motivare i negozi online a commerciare in modo più attento all’ambiente: Roman Odermatt (CEO), Andrea Stöckli (CMO) e Christiane Voigtländer (responsabile Sustainability) della start-up Paygreen.
Paygreen allevierà le coscienze degli amanti dello shopping
Una start-up svizzera offre un metodo di pagamento che spinge i negozi a offrire prodotti climaticamente neutrali e a produrre meno CO2
Il motto: incentivare la riduzione invece della compensazione.

Lo shopping online è così ammaliante: con ogni prodotto selezionato, aggiungiamo però anche una porzione di coscienza sporca al carrello. Come mai? Talvolta perché il bene che acquistiamo è prodotto in condizioni inaccettabili per le persone e per la natura, altre perché rimandiamo indietro le scarpe nuove, oppure semplicemente perché nel nostro Paese acquistiamo troppo e il bilancio di CO2 della Svizzera è pessimo anche per questo motivo.

Al giorno d’oggi, molti negozi offrono la possibilità di compensare la CO2 emessa. Fondamentalmente ricorda la vecchia pratica del traffico di indulgenze: basta pagare un po’ di più per un prodotto e oplà, la coscienza sporca è di nuovo linda.
Quello che non scompare è però l’impatto sull’ambiente.

Più è sostenibile, minori sono le tasse

Roman Odermatt e i suoi alleati nella lotta per il clima propongono quindi una soluzione diversa. La loro start-up ha creato il metodo di pagamento Paygreen. Paygreen non si basa sulla compensazione ma sugli incentivi per il commerciante online. «L’idea è nata in un negozio ecologico», spiega il fondatore di Paygreen. «Avevo con me solo la carta di credito e ho capito che così avrei pagato solo i prodotti e non i costi legati alla CO2.» Questi gravano poi sulle spalle di tutta la collettività.

Il principio di Paygreen è semplice e affascinante: i negozi che accettano il pagamento tramite Paygreen versano una tassa, proprio come succede con i pagamenti con carta di credito o TWINT. Però, più l’offerta del negozio è sostenibile dal punto di vista della CO2, minore sarà la tassa. Riducendo la quantità di CO2 prodotta, il negozio guadagnerà di più.

I negozi che accettano pagamenti tramite Paygreen sottostanno a un controllo regolare delle emissioni di CO2. I metodi di controllo sono stati sviluppati personalmente da Odermatt e dal suo team. «Valutiamo i metodi di consegna, i materiali e i luoghi di produzione», spiega Odermatt. Per ora viene considerata solo l’impronta di CO2 ma non se la merce viene prodotta in condizioni di lavoro eque. I negozi ricevono quindi un rapporto sul loro impegno e alcune proposte di miglioramento.

Grosso servizio di pagamento come partner

Nell’estate del 2022, Paygreen è entrato in funzione. Il numero di negozi che lo utilizzano è ancora ridotto: attualmente sono quattro gli shop online che si appoggiano su questo metodo di pagamento green. I prodotti non vengono inoltre pagati tramite un’app propria ma mediante fattura QR via e-banking. La start-up non è quindi personalmente responsabile dei pagamenti.

Odermatt sa bene che Paygreen potrà prendere davvero piede nel commercio online solo in collaborazione con un partner importante. Ci vuole un cosiddetto «Hyper Scaler» per far sì che il modello abbia successo, un servizio che contabilizzi almeno mezzo milione di transazioni all’anno. Entro il 2024, Paygreen intende trovare un simile partner.

Il fattore decisivo sarà la volontà di mercato dei consumatori: «i consumatori consapevoli sapranno che i negozi senza il marchio Paygreen probabilmente non agiscono in modo ecologico», spiega convinto. Compreranno meno in questi negozi e le prospettive di guadagno spingeranno sempre più negozi ad agire in modo green e a introdurre Paygreen.

PayGreen
La start-up Paygreen è stata fondata nel 2020 da Roman Odermatt. La sede si trova a Cham e il team è composto da quattro persone. Paygreen è sostenuta da Innosuisse, l’agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione, nel cui team di consulenza troviamo ad esempio il cofondatore di TWINT, Thierry Kneissler. Paygreen è la terza start-up (co)fondata dal trentaquattrenne Odermatt. Tra queste troviamo ad esempio una start-up per lo sviluppo di medicinali contro il cancro che attualmente conta oltre 50 collaboratori.

COMMENTI
 
Don Quijote 2 mesi fa su tio
Quante paturnie religiose, la CO2 prodotta dall'intera Europa è irrilevante eppure ci sono quelli che pensano di salvare il pianeta senza rendersi conto del suicidio ecomico e sociale a favore delle economie emergenti e altamente inquinanti. Il problema numero 1 sono i rifiuti, tutti gli inquinanti e il cancro in aumento, da questo punto di vista ka CO2 è innocua.
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