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Sole sul tracciato: a Fully, nel Canton Vallese, 1,6 chilometri di autostrada verranno coperti con pannelli solari per il primo test
Innovazione & energia
20.08.2021 - 10:000

Presto ricaveremo elettricità da tettoie sopra l’autostrada?

Un’impresa della svizzera occidentale vorrebbe installare tettoie ricoperte di pannelli solari sulle autostrade svizzere

Sono previste anche turbine eoliche tra le colonne di sostegno laterali. Due tratte sperimentali forniranno ora elettricità a 32 000 economie domestiche.

Siamo onesti: i circa 2200 chilometri di strade nazionali che attraversano la Svizzera non verrebbero descritte da nessuno come “belle”. Ma anche gli impianti solari ed eolici, necessari per garantire l’approvvigionamento di energie rinnovabili in Svizzera, sono percepiti da molti come un deturpamento del paesaggio. Cosa c’è di meglio quindi che implementare una struttura brutta già edificata con una tecnologia che è necessario installare da qualche parte?

Questa è l’idea nata circa dieci anni fa dall’intuito di Laurent Jospin che cercava un modo di sfruttare le autostrade in maniera intelligente per la produzione di energia solare ed eolica. Jospin ritiene che coprendo le autostrade con pannelli solari e installando turbine eoliche tra le aperture laterali sarebbe possibile produrre una quantità importante di energia elettrica.

La sicurezza prima di tutto

I risultati dei primi studi preliminari sono molto promettenti e sono quindi stati presentati all’Ufficio federale delle strade Ustra. Le porte dell’Ufficio federale, diretto dall’allora consigliera federale Doris Leuthard, sono state aperte dal presidente del PPD Christophe Darbellay. Il progetto ha ottenuto l’ok dell’Ustra ed entra quindi ora nella fase di attuazione.

Per la pianificazione concreta restano tuttavia ancora alcuni punti da considerare. «In tutto ciò che riguarda il traffico, la sicurezza è sempre la prima priorità», spiega Jospin. I cantieri che non riguardano la manutenzione delle autostrade stesse non possono ostacolare lo scorrimento del traffico. La nuova costruzione non acuisce il rischio di incidenti o di rallentamenti a causa dell’effetto tunnel. «Le gallerie sono più alte rispetto ai normali tunnel stradali», spiega. La luce entra inoltre da entrambi i lati.

L’impianto non deve inoltre richiedere una continua manutenzione e deve presentare una buona durevolezza. «La durata di vita delle fondamenta è stimata a 150 anni mentre i pannelli solari devono essere sostituiti circa ogni trent’anni», spiega l’inventore che per questo progetto ha fondato l’impresa EnergyPier nella Svizzera occidentale.

Due impianti di test per 32 000 economia domestiche

Ora inizia la prossima fase: non appena verrà consegnato il permesso di costruzione, verranno installati due impianti di test. Nella regione di Knonau, nel Canton Zurigo, verranno coperti 2,5 chilometri lungo l’autostrada A4. A Fully, nel Canton Vallese, l’impianto sperimentale coprirà invece una tratta di 1,6 chilometri.

Una particolarità dell’impianto: l’elettricità non viene prodotta solo dai pannelli solari. Tra le colonne di sostegno vengono anche installate turbine eoliche azionate non dallo spostamento d’aria generato dalle auto ma dal vento stesso che soffia liberamente attraverso la galleria. Il cosiddetto effetto Venturi aumenta la potenza del vento e permette di ottenere sufficiente energia.

Entrambi gli impianti di test dovrebbero permettere di ottenere 128 gigawattora di elettricità all’anno e coprire così il fabbisogno di elettricità di 32 000 economie domestiche. «400 chilometri sarebbero sufficienti per garantire entro il 2050 la medesima copertura fornita da tutti gli impianti nucleari della Svizzera», dichiara Jospin convinto. A condizione naturalmente che entro questa data i pannelli solari e le turbine eoliche riescano a garantire una prestazione di 50 gigawattora per chilometro. Grazie agli impianti di test, Jospin mira inoltre a presentare questa scoperta anche all‘estero.

La costruzione della copertura porta un altro vantaggio: in inverno, la tratta stradale coperta resterà libera dalla neve mentre in estate l’asfalto risulterà protetto dall’esposizione ai raggi UV. Anche il rumore diminuirà: «l’impianto è efficace quasi quanto un riparo fonico», spiega Jospin.

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