CANTONE
21.11.2017 - 16:080

Argo 1, per Pronzini troppe domande rimaste senza risposta

Secondo il deputato dell'MPS le risposte fornite dal Consiglio di Stato «suscitano altri interrogativi»

BELLINZONA - Le risposte fornite dal Consiglio di Stato il 6 novembre 2017 alle interpellanze presentate dall’MPS e dal PS non solo non hanno convinto Matteo Pronzini, ma - secondo il deputato dell'MPS - «suscitano altri interrogativi su diversi punti relativi alla vicenda Argo che si aggiungono a quelli rimasti in sospeso».

Pronzini fa riferimento, in particolare, al “trattamento” riservato agli ex dipendenti della Argo 1 che hanno denunciato gli abusi commessi dai responsabili dell’agenzia di sicurezza.

«Continua a non essere chiaro - sottolinea - perché l’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) abbia eseguito verifiche su un ex dipendente della Argo 1 e perché l’Ufficio della migrazione abbia ordinato una perquisizione al domicilio di un altro dipendente sulla base di un semplice articolo del Corriere del Ticino».


Su questo primo punto Pronzini pone i seguenti interrogativi:

- Chi ha ordinato la perquisizione e firmato il mandato?
- Come mai, secondo quanto ha dichiarato Gobbi, è stata ordinata dall’Ufficio migrazione e non dall’autorità giudiziaria?
- Quando è stata ordinata e quando è stata eseguita?
- Quali altre notizie dei media hanno fatto scattare altre perquisizioni e per quale ragione?

Le ricerche sulla pensione italiana - Le argomentazioni del deputato MPS non finiscono qui. Pronzini ricorda le ricerche messe in atto su suolo italiano nei confronti dell'ex dipendente M.M. «L’8 ottobre l’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) viene incaricato di effettuare verifiche. Lo IAS si rivolge all’Inps, ovvero l’Istituto italiano di previdenza sociale, e non si limita a una segnalazione, ma pone precise domande riguardanti violazioni delle norme italiane, non svizzere - aggiunge Pronzini -. La risposta viene allegata in un documento inviato il 16 ottobre al Consiglio di Stato. Nell’articolo del 17 ottobre, Il Corriere del Ticino riporta la vicenda e cita un “documento riservato al vaglio del Governo e trasmesso nella giornata di ieri anche alla Magistratura” il
cui “argomento di base sono le prestazioni assistenziali percepite dall’uomo, domiciliato a Como, in Italia”. Non si fa menzione di un possibile abuso in Svizzera legato alla pensione e non si capisce la necessità di far svolgere verifiche allo IAS».

Su questo secondo punto Pronzini chiede:

- Come mai questo “esterno” si è rivolto direttamente alla direzione del DSS?
- Come mai la segnalazione di un possibile abuso in Italia è stata giudicata così importante da richiedere la redazione di un “documento riservato del governo” anche in assenza di una presunzione di abuso in Svizzera legata alla pensione?
- Come mai lo IAS effettua una verifica dettagliata in assenza di una presunzione di abuso in Svizzera?

La sospensione dell’ex dipendente della Argo - Il deputato MPS prosegue ancora. «In aula Beltraminelli ha detto che Securitas ha deciso autonomamente di sospendere l’ex dipendente della Argo. Ha poi aggiunto: ”In tale contesto, dopo l'apparizione di un articolo di stampa che definiva un collaboratore attivo presso il centro di Camorino "la mente nel procacciare documentazione", si è ritenuto opportuno compiere alcune verifiche sull'irreprensibilità del collaboratore di Securitas, ritenuto che è circolata anche documentazione riferita, ad esempio, a possibili pagamenti di vacanze a funzionari facilmente verificabili e risultati infondati"».

Su questo terzo punto Pronzini domanda:

- Se Bernasconi e Moro si erano già parlati e la Securitas ha preso autonomamente la decisione di sospendere l’agente, che bisogno c’era di inviare un email?
- Come ma, se le voci che riguardavano “possibili pagamenti di vacanze a funzionari” erano “facilmente verificabili e risultate infondate” e sono state chiarite negli incontri di giugno fra Bernasconi, Fiorini, Dadò e il funzionario ausiliario, si è ritenuto comunque necessario verificare l'irreprensibilità del funzionario? Tanto più che il funzionario ausiliario - sempre secondo quanto dichiarato da Beltraminelli - era in contatto con due ex agenti della Argo 1 assunti per lavorare alla PC di Camorino e uno di questi era proprio l’ex agente sospeso e il cui domicilio è stato perquisito. Cosa ha riportato il funzionario ausiliario in merito a questa persona che ha reso necessario effettuare verifiche?
- La sospensione è avvenuta immediatamente dopo l’articolo del CdT del
18 ottobre, la perquisizione pure, quali altri accertamenti sono stati fatti nei giorni successivi?
- Che tipo di verifiche sono state effettuate sull’agente e da parte di chi?
- La perquisizione faceva parte di queste verifiche?
- Chi ha fornito a Securitas i “chiarimenti” necessari al reintegro dell’agente se con la Dasf non ci sono più state comunicazioni e di che chiarimenti si trattava?
- Come mai il reintegro è avvenuto solo una settimana dopo la sospensione?

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