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06.12.2017 - 21:220

'Ndrangheta, chiesti 5 anni per il complice in Ticino

Nei confronti dell'ex municipale di Chiasso il procuratore chiede invece 3 anni di reclusione. La sentenza è attesa per il 29 dicembre

BELLINZONA - Cinque anni per il presunto uomo di fiducia della 'ndrangheta calabrese in Ticino, un 63enne italiano domiciliato a Vacallo, e tre anni di reclusione invece per un fiduciario ticinese di Chiasso. Sono queste le pene richieste oggi dal procuratore federale Stefano Herold nel processo apertosi lunedì al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.

Il principale imputato è sospettato di essere un uomo fidato della mafia italiana e di avere organizzato affari illegali. Secondo l'atto di accusa, l'uomo avrebbe fondato un'associazione criminale, riciclato denaro - milioni di franchi tra Ticino, Dubai e le Bahamas - e infranto la Legge federale sugli stranieri.

Il fiduciario ticinese, domiciliato a Zugo ed ex municipale di Chiasso, avrebbe invece redatto i documenti mediante i quali il presunto "mafioso" avrebbe potuto condurre a buon fine i propri affari nel ramo immobiliare e finanziario dentro e fuori la Svizzera. Contro il fiduciario, l'accusa ha chiesto anche una pena pecuniaria di 360 aliquote giornaliere da 300 franchi l'una.

Una terza persona imputata, la moglie di un appartenente alla 'ndrangheta già condannato a Milano, non si è presentata al processo per motivi di salute.

Nel corso del dibattimento, il 63enne italiano ha contestato le accuse, in particolare quella di aver portato a termine determinate operazioni finanziarie, un settore che conosce poco. Egli ha detto di essersi occupato principalmente di lavori di ristrutturazione degli immobili acquisiti.

Nel primo giorno del processo era stato rivelato tra l'altro come parte del denaro criminale dai due imputati andasse alla cellula della 'ndrangheta a Milano. Nel 2012 attraverso il fiduciario sono stati trasferiti 1,2 milioni di franchi da una banca di Mendrisio a Dubai. Da qui una parte del denaro è partito per le Bahamas dove è stato messo su un conto numerato per essere poi rinviato a Chiasso. Il denaro era servito tra l'altro per acquistare un grosso edificio a Chiasso.

Il processo in questione ha una storia un po' travagliata alle spalle. Si tratta infatti di uno di quei casi in cui il TPF si è opposto al Ministero pubblico della Confederazione (MPC): l'imputato e la Procura in un rito abbreviato due anni fa si erano accordati per una pena detentiva di quattro anni per sostegno a un'organizzazione criminale e riciclaggio qualificato di denaro, ma il MPC si è opposto e ha insistito per un procedimento ordinario. La sentenza è attesa per il 29 dicembre.

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-18 05:05:45 | 91.208.130.86