Una delle tre lettere che ha ricevuto Enis M.
SVIZZERA
07.12.2017 - 06:030

Per Swisscom è morto, ma lui è vivo e vegeto

Per ben tre volte un 24enne ha ricevuto dall'azienda una lettera che lo informa della sua morte. Vediamo cosa è accaduto

BIENNE. «Siamo stati informati della morte di Enis M. (*). Sul retro figura un elenco di tutte le fatture in sospeso. Vi preghiamo di saldarle o di comunicarci il recapito della persona di contatto corretta».

Questo è quanto riporta una lettera che Enis, un giovane di 24 anni, ha ricevuto da Swisscom all’inizio di novembre.

«Avere ricevuto una lettera da Swisscom che mi informa della mia morte, devo dire, mi ha sconvolto molto», afferma Enis, il quale, senza perdere tempo, ha subito chiamato la hotline della ditta per chiarire il malinteso.  «Ho parlato con un primo consulente che, dopo qualche minuto di attesa, mi ha messo in contatto con quello che sarebbe dovuto essere il dipartimento corretto. Dall’altro capo del telefono, poi, ha risposto un secondo consulente, al quale ho spiegato la mia situazione e inviato una copia della lettera». Dopodiché, «mi ha detto che si è trattato di un errore, scusandosi per conto di Swisscom e assicurandomi che una cosa del genere non sarebbe mai più capitata».

Enis si era messo il cuore in pace, pensando di avere risolto la faccenda. Poco tempo dopo, invece, come un fulmine a ciel sereno, nella sua cassetta delle lettere è piombata una seconda missiva. E martedì addirittura la terza.

Quest’ultima, però, non è stata aperta da Enis, bensì da sua madre. E per la donna, ignara di quanto accaduto in precedenza, inevitabilmente, è stato un autentico shock. «Mi ha chiamato immediatamente - spiega Enis - Era molto triste. D’altra parte, nessuna madre vorrebbe leggere una cosa del genere. Confrontarsi con la morte in questo modo è davvero terribile». «Swisscom dovrebbe prendere sul serio la mia situazione», sottolinea prima di concludere.

Swisscom, dal canto suo, tramite la portavoce Annina Merk, ammette il triplo errore: «Si tratta indubbiamente di un equivoco spiacevole». «Inizialmente, un impiegato ha modificato erroneamente la scheda del cliente. Dopodiché, quando quest’ultimo ci ha contattati per chiarire quanto accaduto, nel nostro sistema non è stata applicata alcuna  modifica», spiega Merk. E prima di concludere aggiunge: «Ora, però, il ripristino dei dati è stato effettuato. Ci scusiamo per l’errore».

(*) nome noto alla redazione.

 

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