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ATTUALITÀ SETTIMANALE
06.11.2017 - 12:300

La BoE accomodante fa crollare la sterlina

EFG Asset Management

 

In una settimana segnata dalle riunioni delle banche centrali, sia la Federal Reserve sia la Banca del Giappone hanno mantenuto la propria politica monetaria invariata come largamente atteso dai mercati, i quali restano convinti che la Fed alzerà di nuovo i tassi a dicembre. Giovedì Donald Trump ha scelto Jerome Powell quale nuovo Presidente della Fed al posto di Janet Yellen, il cui mandato scadrà nel febbraio del 2018. Tiepida la reazione del mercato a tale nomina, giudicata nel segno della continuità: Powell ha sempre concordato con tutte le decisioni di politica monetaria dell’attuale governatrice.

La Bank of England ha innalzato il tasso di riferimento di 25 punti base per la prima volta da oltre un decennio, ma si è mostrata accomodante nel prevedere che i successivi rialzi saranno “estremamente graduali” e contenuti. L'annuncio ha provocato un cedimento dei rendimenti sui gilt britannici, con il decennale a scendere di oltre cinque punti base fino a 1,289%, nonché della sterlina, che si è portata ai minimi degli ultimi cinque mesi nei confronti del dollaro. L’indebolimento della valuta ha dato impulso al FTSE 100, dominato da società esportatrici; l’indice si è avvicinato ai massimi storici nella mattinata di venerdì, per poi assumere un andamento laterale in concomitanza del recupero della sterlina sulla base dei dati relativi al settore terziario britannico, il quale ha registrato la migliore crescita da sei mesi a questa parte.

Negli Stati Uniti i Repubblicani hanno presentato la più volte rimandata proposta di riforma fiscale, battezzata Tax Cuts and Jobs Act, per mantenere fede ai forti tagli di imposta promessi dal Presidente Trump: tra gli altri provvedimenti, l’aliquota sui redditi societari scenderebbe dal 35% al 20%, verrebbe introdotta una cosiddetta “accisa” del 20% sui pagamenti tra le entità affiliate di una medesima società madre e si dimezzerebbero le deduzioni degli interessi passivi sui mutui, ipotesi che ha provocato una flessione dei titoli immobiliari.

L’ottava ha visto un’ondata di dati trimestrali e macroeconomici perlopiù superiori alle attese: a trainare la borsa è stato il comparto tecnologico, con Apple vicina a una capitalizzazione di mercato da 900 miliardi di dollari in seguito all'annuncio, giunto a mercati chiusi giovedì, di un incremento del fatturato nel quarto trimestre pari al 12%. Sul versante opposto, Tesla ha visto il proprio titolo cedere negli scambi after hours a causa della peggiore perdita trimestrale mai registrata dalla società nonché del prospettato taglio dei crediti d’imposta per chi acquista veicoli elettrici.

In Asia l’azionario giapponese ha raggiunto i massimi degli ultimi 21 anni nella giornata di giovedì nonostante i modesti guadagni registrati prima del ponte festivo. In calo del 1,3% l’indice Shangai Composite cinese, con gli investitori intenti a valutare l’impatto di una possibile modifica normativa relativa alla struttura azionaria dei titoli di classe H.

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