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LUGANO
30.08.2017 - 07:000

In bocca al luppolo: una fortuna del nostro territorio, le birre ticinesi!

Bionde, ambrate, bianche e scure, tutte rigorosamente artigianali e prodotte tra Sopraceneri e Sottoceneri: ecco una rassegna delle più gustose birre nostrane

 

LUGANO - Nelle scorse settimane, ho parlato di vini, distillati, olio e molti altri prodotti ticinesi, quindi penso che adesso sia arrivato il momento di bere insieme una bella birra artigianale prodotta nel nostro territorio. Che ne dite?
L'occasione di parlare un po' della bionda bevanda degli dei è la Festa dei Mastri Birrai che si è tenuta lo scorso 19 agosto in Piazza Grande a Locarno, un evento dedicato proprio alla birra artigianale, con quindici etichette diverse prodotte da una decina di birrifici siti nel Cantone.
Ma quello di Locarno è solo il più recente tra tanti eventi svoltisi durante il corso dell'anno, come, ad esempio, LuppolaTi, a Chiasso, stavolta con oltre venti produttori, un consistente beershop e tanto StreetFood da gustare.

Ma chi sono quindi questi fantomatici birrai nostrani?

Prima tra tutti direi di citare l'Officina della Birra di Bioggio, che produce soprattutto delle bionde ad alta fermentazione, con la maturazione che viene fatta terminare in bottiglia, ma anche un paio di birre ambrate e ramate. Tra queste ultime, spicca una preparazione speciale commemorativa per “Il Fermento”, il birrificio urbano di Lugano, che lo scorso anno ha vinto il Best of Swiss Gastro, affermandosi tra i migliori Bar & Lounge della Svizzera. Motivo di vanto ulteriore per l'Officina della Birra è la presenza di ingredienti e aromi di origine genuina e nostrana, come miele di castagno, fiori di sambuco e farina della Val Onsernone.

Un altro celebre luogo di produzione è il Birrificio “San Martino” di Stabio, che produce sette birre tutte speciali, spesso fruttate e dolci, molto aromatizzate. La mia preferita è comunque “La Nostra”, una chiara non filtrata e non pastorizzata, l'unica birra a bassa fermentazione prodotta da un birrificio ticinese, insieme alla Revolver e alla Terramatta.

Ha sede a Faido, ma produce nella Birreria Rosengarten di Einsiedeln, la Birreria San Gottardo, che cito con piacere in quanto la produzione è seguita da un mastro birraio bavarese di antica tradizione, con parametri artigianali antichi, che risalgono nientedimeno che al “decreto della purezza della Reinheitsgebot del 1516”.

A Gordola ha sede la Rud Bir, una marca giovane e dotata di stile, con un'ampia gamma di prodotti: ben dodici, molti dei quali sono anche birre vegane. Predomina uno stile inglese, come inglese è anche l'impianto di produzione in legno (e c'è anche una stout!), ma non mancano le chicche espressamente dedicate al nostro territorio. Tra queste ultime c'è senz'altro la Merlot, prodotta con lievito del Merlot e particolarmente profumata, nonché la gustosa Birra del Mugnaio, fatta in collaborazione col Mulino di Maroggia, che fornisce alcuni degli ingredienti.

Esistono certo altri piccoli produttori, ed esistono purtroppo altri ancora che di recente hanno dovuto chiudere le proprie attività, ma in generale mi sento di poter dire che la cultura della birra artigianale da noi è molto sentita, e dovrebbe essere ancora più valorizzata anche a fini di esportazione. Oltre ai birrifici, sono decine le birrerie, le taverne e i ristoranti dove è possibile degustare tutti questi prodotti e perfino organizzare corsi e degustazioni apposite.

E se vi interessa partecipare ai prossimi eventi a tema, vi segnalo quello di Mendrisio, al Pub25, con tre serate il 4, l'11 e il 18 settembre, tutte dedicate a conoscere – e naturalmente ad assaggiare – la nostra amata bevanda!

Buona bevuta e buon lavoro a tutti!

Questa rubrica è sponsorizzata dal Ciani Ristorante Lugano.

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