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23.11.2016 - 06:000

Dishonored 2: la vendetta scorre nel sangue

Dalla Francia con furore torna il titolo supercult di Arkane, ed è più bello che mai. Siete pronti a tornare a scivolare nell'ombra?

 

LIONE - Quando uscì, era il 2012, il primo "Dishonored" fece un gran bel brusio. Primo titolo vero di un'azienda francese (Arkane Studios) dall'ambizione mai celata, sorprese tutti per cura artistica, meccaniche di gioco solide come una roccia e un cast di personaggi difficili da dimenticare. Su tutti il protagonista: il tenebroso e mascherato Corvo Attano, assassino di corte alle prese con una quasi impossibile vendetta contro chi gli aveva rubato il regno e l'amata.

Dura la vita da assassino - Per portarla a termine al giocatore era richiesto di sfruttare al meglio le tenebre, l'arsenale e i creativi poteri magici di cui Corvo finiva per entrare in possesso grazie all'intercessione di un misterioso figuro sovrannaturale. Ampio spazio creativo veniva lasciato per la risoluzione delle varie mappe, che potevano essere superate pacificamente (e silenziosamente) oppure in un bagno di sangue. A dipendenza dell'approccio il mondo di gioco finiva per riadattarsi di conseguenza rivelandosi versatile e organico.

Una città indimenticabile - Altro asso nella manica di quello che è rapidamente diventato uno vero e proprio titolo di culto stava nel setting: la fittizia e fumosa città di Dunwall un po' Londra, un po' Parigi assolutamente europea. Artisticamente curatissima, realizzata con una cura impressionante e quasi senza precedenti, diventava un po' co-protagonista nel sanguinoso (o meno) viaggio di Attano.

È tempo di un sequel - Quattro anni dopo - e dopo una lavorazione un filino tribolata - è giunto il tempo di indossare nuovamente i felpati scarponi dell'assassino per una vendetta che questa volta è proprio un affare di famiglia. Ancora una volta un regno verrà sottratto ma a combattere per riaverlo saranno padre e figlia: il "solito" Corvo (con qualche capello grigio in più) e la figlia sua Emily Kaldwin (che nel primo episodio era solo una bimba). Due punti di vista, due storie diverse e anche due personaggi completamente differenti da utilizzare.

Benvenuti al Sud - Fra le altre (grandi) novità cambia completamente il teatro: addio (circa) a Dunwall e benvenuti a Karnaca. Città meridionale che è un po' un cocktail fra Lisbona, Malta e altri gioielli mediterranei con anche qualche guizzo africano. Dal grigio uggiosi quindi si  va verso il soleggiato, caldo e rossastro. Grazie alla potenza delle nuove macchine il mondo di "Dishonored 2" brilla di luce propria in maniera impressionante, difficile trovare di meglio quest'anno (forse solo "Uncharted 4" può tenere botta). Tutto merito del motore grafico nuovo nuovo realizzato dagli assi dello sparatutto di id (sì, quelli di "Doom").

Gioiello di precisione - Ma da giocare com'è? Un godibilissimo burro: immediato rapido, divertentissimo. Il tasso di difficoltà è sopra la media (anche a livello normal), soprattutto se si sceglie l'approccio "pacifico", e richiederà di valutare per bene le proprie mosse. Gettarsi a testa bassa nella mischia non è mai la scelta migliore. In questo senso il secondogenito di Arkane piace ancora di più perché costringe il giocatore a usare la testa per tentare di risolvere le varie situazioni con le quali sarà necessario confrontarsi. Ogni livello, insomma, diventa quasi una specie di puzzle che quando viene risolto regala una grandissima soddisfazione.

Due personaggi, due storie - Per quanto riguarda le meccaniche è molto apprezzabile la scelta dei due protagonisti e garantisce una discretà longevità al titolo che, in pratica, è due giochi in uno. Sono talmente tanti i segreti e le cose nascoste in ogni mappa che la voglia di ritornare a giocarle resta sempre molto alta. Migliorata anche la coerenza interna al titolo: se nel primo "Dishonored" le varie abilità erano piuttosto improntate sull'eliminazione fisica degli avversari nel "bis" c'è di che sbizzarrirsi anche per chi predilige un approccio più sfuggente.

Un lavoro magistrale - In definitiva "Dishonored 2" convince su tutta la linea: è un prodotto curatissimo, sfavillante e immensamente gratificante. Resta un titolo per assi del joypad che non temono le sfide arzigogolate. Un consiglio: se vi trovate incastrati in una situazione apparentemente irrisolvibile prendetevi una pausetta, respirate e magari cambiate approccio. Il pensiero laterale premia e vi farà vedere tutto secondo un'altra prospettiva. 

"Dishonored 2" è disponibile per Pc Windows, Playstation 4 (versione provata) e Xbox One.

VOTO: 9,5

Commenti
 
Hardy 1 anno fa su tio
Il primo capitolo mi era piaciuto, indubbiamente proverò anche il seguito. Voglio proprio vedere come continua la storia.
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