SPECIALE BENTLEY
30.08.2017 - 06:000

Benvenuti a bordo della Bentley Mulsanne Speed

Dal Ticino alla 24 ore di Spa (e ritorno). Un viaggio affrontato tutto d’un fiato a bordo di quella che, un anno fa, avevamo definito la miglior Bentley di sempre. A torto o a ragione?

Non è mai gradevole iniziare un viaggio che ti porterà ad attraversare quasi mezza Europa centrale sapendo che al portale sud del Gottardo ci sono qualcosa come dieci chilometri di coda. Specie se il sole è già tramontato, hai appena concluso cinque giorni lavorativi che più intensi di così non si può e l’indomani alle 9 (cioè tra circa 13 ore) devi essere pronto davanti all’entrata dell’albergo per raggiungere il circuito di Spa-Francorchamps in cui prenderà il via la 24 ore. Premesse non certo ideali per iniziare il fine settimana, ma se non altro mi sto lamentando (si fa per dire…) all’interno di una Mulsanne Speed. Un esemplare identico l’avevo già guidato esattamente un anno prima e ciononostante c’erano alcune cose che non mi ricordavo di lei. Per esempio la seduta particolarmente alta per il tipo di vettura, capace di trasmetterti una vera sensazione di dominio sulla stessa, e pure lo sterzo tra le mani mi appare meno leggero e meno demoltiplicato rispetto a quanto impresso nella mia memoria. Ma sono tutte sensazioni positive che fa piacere riscoprire al volante di una vecchia conoscenza che è tuttavia capace di colpirti come fosse la prima volta.  In particolare una volta calato il sole, momento in cui ci si perde nell’ammirare la calda illuminazione d’ambiente capace di rendere il suo abitacolo accogliente come pochi.

Una volta lasciato alle spalle il confine basilese, sulle Autobahn tedesche la Mulsanne fila via come un treno con le sospensioni che filtrano ogni asperità. A velocità di crociera piuttosto tranquille, comprese tra i 130  e i 170 chilometri orari, è curioso come a pari velocità sembra che l’orizzonte si avvicini più velocemente rispetto ad altre automobili – forse un effetto dovuto a quanto, rilasciando l’acceleratore, riesca a procedere per inezia. Tuttavia basta invece  un filo di gas per far pulsare il classico V8 ad aste e bilancieri da 6,75 litri rinvigorito con doppio turbo da ben ben 1'100 Nm di coppia, e più cresce la velocità più impressiona la direzionalità e il controllo che senza sforzo si riesce ad avere nei curvoni affrontati ad oltre 230 all’ora con la più naturale tranquillità e compostezza. Ovviamente le 2,6 tonnellate di massa non si riescono a nascondere, ma è proprio questo aspetto che ad alta velocità ti trasmette una sensazione particolare; quella di essere a bordo di qualcosa di diverso da un’automobile e più simile ad un treno o ad un aereo pronto al decollo. L’unico aspetto negativo della massa è che si fa sentire in fase di frenata, peraltro enfatizzata da un beccheggio piuttosto pronunciato.

I lunghi viaggi, anche ad alta velocità, fanno ormai parte da molto tempo della mia realtà lavorativa, e in questi anni ho avuto la possibilità di attraversare un’infinità di volte la Germania in piena notte  bordo delle migliori ammiraglie sul mercato. Ma nonostante ciò, una volta varcato il confine con il Belgio mi sono reso conto che non sono mai arrivato a destinazione altrettanto riposato. La differenza tra una Bentley e un’Audi A8, per restare all’interno del gruppo Volkswagen, non la vedi infatti dopo i primi due o trecento chilometri, bensì abbondantemente oltre i cinquecento. Addirittura 850 nel viaggio in questione, che ho compiuto in circa sei ore e mezza consumando peraltro ‘appena’ 14,9 l/100 km, che tutto sommato non sono nemmeno troppi considerando le sue caratteristiche.

Circa quaranta ore più tardi metto di nuovo in moto la Mulsanne Speed. Per rientrare a casa, certo, ma non prima di aver compiuto una deviazione fino al Nürburgring lungo le stupende strade secondarie che lo circondano. Così, giusto per deviare dall’autostrada e ricordarmi che effetto fa guidarla tra le curve. Qui i ricordi impressi nella mia memoria concordano maggiormente con le sensazioni che raccolgo facendo su e giù dalle colline della regione dell’Eifel. Tra le mani mi ritrovo infatti un bel comando lineare, preciso e col giusto carico che grazie alla buona direzionalità dell’avantreno e all’assetto frenato quanto basta rende un piacere pennellare le curve – a patto che siano ad ampio raggio e su carreggiata abbondantemente larga. Basta infatti prendere le misure degli ingombri esterni nonché comprendere le tempistiche del beccheggio, ed ecco che se trattata con rispetto la Speed si concede a voi in un connubio di fluidità, imponenza, stabilità, grazia e determinazione unico, che ti fa guidare in punta di piedi ad un passo che ritenevi impensabile.

In quel momento mi ritornano in mente le parole che Dürhemier (il Boss di Bentley) mi aveva detto il giorno prima a proposito delle caratteristiche che le Bentley avevano nel periodo compreso tra i due conflitti mondiali e del perché per il marchio abbia senso partecipare ad attività agonistiche. Un perfetto insieme di lusso e prestazioni che in effetti mi aveva fatto valutare un anno fa la Mulsanne Speed quale la miglior Bentley di sempre. Verdetto che mi sento di riconfermare. E con il sole ormai calato che lascia spazio al buio della notte, sono contento di poter rientrare a casa con lei. Tanto questi 600 chilometri saranno tutto tranne che un peso.

 

SCHEDA TECNICA

Modello, versione Bentley Mulsanne Speed
Motore V8 biturbo, 6.75 litri, benzina, 537 cv, 1'100 Nm
Trasmissione Cambio automatico a 8 rapporti, trazione posteriore
Massa a vuoto 2'685 kg
Accelerazione 0-100 km/h 4,9 secondi
Velocità massima 305 km/h
Consumo medio 14,6 l/100 km
Prezzo 349'500 CHF
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