Keystone
GERMANIA
23.11.2017 - 20:190

Ecco il film che riapre le ferite del passato neo-nazi

Esce oggi in Germania "Dal nulla", la pellicola di Fatih Akin che parla dei delitti perpetrati tra il 2000 e il 2007 da una cellula neo-nazista

BERLINO - Esce oggi in Germania "Dal nulla", il film di Fatih Akin che sparge sale sulle ferite ancora aperte dei familiari delle vittime della cellula neo-nazista (NSU), che tra il 2000 e il 2007 ha ucciso persone di origini straniere, oltre a compiere una serie di rapine.

Il processo alla NSU sta arrivando alle battute finali e ieri, nell'aula del tribunale di Monaco, la figlia dell'ottava vittima ha pregato l'unica imputata, Beate Zschaepe, di aiutarli a capire, di confessare. Dopo 11 anni dalla morte del padre e 6 anni di processo quello che ancora manca è un perché. Per quale motivo è stato ucciso proprio lui? E la domanda è la stessa che si fanno i parenti delle altre otto vittime. Mehmet Kabaski, padrone di un chiosco a Dortmund, era nato in Turchia e naturalizzato tedesco, un "tedesco convinto", secondo le parole di sua figlia. E' stato ucciso, secondo l'accusa, per nessun'altra ragione se non le origini straniere. Un delitto dal nulla, "Aus dem Nichts", come sottolinea anche il titolo del film di Fatih Akin. È proprio questo il tema esplorato dalla pellicola del regista turco-tedesco che racconta le domande, il dolore, l'umiliazione ma soprattutto la rabbia dei parenti che assistono alla trasformazione dei loro cari, le vittime, in temibili carnefici agli occhi dell'opinione pubblica. Come spiegare altrimenti un omicidio senza movente? Si cade fatalmente negli stereotipi razziali. Racconta Akin: «Per tanto tempo si è pensato che per la sola ragione che la vittima avesse origini straniere, allora dovesse essere implicata con storie di droga, gioco d'azzardo, mafia turca o cose del genere».

Anche la vedova di Kabaski racconta che suo figlio, dopo la morte del padre, per anni ha subito le angherie dei compagni di scuola, che lo accusavano di essere figlio di uno spacciatore. La storia di Kubasik è la tipica storia di una vittima, che agli occhi della società diventa colpevole, per l'unica ragione che è più facile spiegare la morte con una causa: che sia lo spaccio di droga, la gelosia, o la passione, piuttosto che pensare che un uomo possa essere vittima innocente di un neutrale e spersonalizzato odio razziale. Così nel film Dealer Nuri, padre di famiglia amorevole, ma di origini turche, dopo la sua morte in seguito a un'esplosione che uccide anche il suo bambino, viene sospettato di essere uno spacciatore, indebitato, alle prese con la mafia turca. La moglie Katja, interpretata dall'eccezionale Diane Kruger, assiste impotente alla mancata "giustizia", e alla fine si abbandona alla vendetta.
 
 

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