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17/05/2017 - 09:26

Prey: il terrore nello spazio profondo

Gli assi francesi di Arkane ci riprovano ancora riportando in vita una serie defunta e rifacendosi ai classici dello sparatutto d'autore, vediamo com'è andata

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LIONE - In un presente in cui gli shooter si giocano perlopiù online, e con una strizzata d'occhio all'esport, a pensare al single-player sono veramente in pochini. Modalità striminzite che fanno da aperitivo al vero piatto principale: il multiplayer via internet in colossali e fragorose arene virtuali. Eppure fino a una manciata d'anni fa, e alle origini del genere, lo sparatutto era roba da affrontare da soli con i nervi tesi, grilletto facile e... mappa alla mano!

Racconti in prima persona - C'è però chi questo passato radioso fatto di storie e pallottole - quello di titoli memorabili come i vari "Bioshock" e "Half-life" per dirne alcuni - se lo ricorda bene. Stiamo parlando della francese Arkane, azienda che nemmeno poi troppo tempo fa ha sfornato quel piccolo capolavoro che è stato "Dishonored 2" (trovate la review qui a lato) e del publisher d'assalto Bethesda Softworks.

Un lifting radicale - Il titolo in questione è "Prey", reboot di un titolo non proprio fortunatissimo uscito nell'ormai mesozoico 2006 per computer e Xbox 360. L'idea alla base del progetto degli arditi transalpini è quella di ripartire praticamente da zero tenendo come punto di riferimento l'ambientazione spaziale, i terrificanti nemici alieni e ovviamente, la visuale in prima persona.

I classici sono classici - Fra i modelli più evidenti di questa reinvenzione ci sono, guardacaso, i titoli della tanto venerata Irrational Games come "Bioshock" (2007) e soprattutto il leggendario (quanto vetusto) "System Shock 2" (1999). Al primo dei due il diabolico figlioletto di Arkane eredita la volontà di mettere su schermo un mondo coerente (per storia e stile) e stratificato, dal secondo la claustrofobica sensazione di angoscia siderale e l'ansia della minaccia costante in puro stile "Alien".

Da carceriere a preda - La storia in brevissimo: ci chiamiamo è Morgan Yu prestiamo servizio sulla stazione spaziale dall'altisonante nome di Talos I. Scopo dell'orbitante colosso è quello di imprigionare e studiare gli alieni mutaforma Typhon che hanno assalito la terra in un futuro alternativo in cui John Fitzgerald Kennedy è scampato al suo assassinio (sì, avete letto bene). Durante una serie di delicati esperimenti però i galeotti riescono a evadere scatenando il finimondo.

Più trama che pallottole - Come il fratellastro "Dishonored", "Prey" non è uno sparatutto di quelli canonici. Anzi, per quanto riguarda gli scontri a fuoco diciamo che è a malapena nella media. Gran parte del focus del gioco sta nell'esplorazione, nella crescita del personaggio e nelle scelte che ne plasmano la (decisamente complessa) trama. Talos I è un'immenso parco giochi da esplorare, fantascientifico ma anche dallo stile retrò, facendosi spesso e volentieri sorprendere e spaventare dai mutaforma Typhon in grado di sbucare letteralmente da ogni interstizio. Sono nemici tosti e minacciosi in grado di metterci facilmente alle strette. Spesso più che alla forza bruta sarà necessario fare ricorso all'ingegno.

Qualche acciacco tecnico - L'esperienza di gioco, c'è da dirlo, non scorre proprio liscissima. Sia su console che su personal computer il gioco di Arkane è afflitto da diversi problemini di natura tecnica. La versione su console, per esempio, è ammorbata da strazianti caricamenti fra un ambiente e l'altro e un decisamente fastidioso effetto slittamento dei movimenti causato dalla latenza. È comunque probabile che il tutto verrà presto patchato alla bisogna. Decisamente più godibile la versione Windows anche se alcuni utenti nelle fasi avanzate del gioco hanno riscontrato alcuni problemi di corruzione con i file di salvataggio (ed è una bella noia).

Omaggiare è bene, ma... - In conclusione: "Prey" è un gioco di stazza e ambizioso, forse troppo. La sua più grande pecca sta nella fedeltà con cui si rifà alla lezione delle sue ispirazioni ("Bioshock" e "System Shock" su tutti ma anche un pizzico di "Portal") seguendole in maniera pedissequa e a tratti un filino forzata e prevedibile. Se avete già sviscerato - e amato - i titoli suddetti, il grande lavoro del team di Arkane non potrà sembrarvi che un po' fine a sé stesso e zeppo di déjà-vu. Indendiamoci, il titolo transalpino resta un giocone di quelli veri (e "di una volta") e perfetto per chi ama le sfide tutte da addentare. La prossima volta, però, mettiamoci un pizzico di originalità in più.

VOTO: 8

"Prey" è disponibile per Pc Windows, Xbox One e Playstation 4 (versione provata).

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