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PORSCHE 911 GTS

17/03/2017 - 06:00

L’eterna ricerca del compromesso ideale

Inventare le GTS è stata con molta probabilità una delle più grandi intuizioni che Porsche abbia avuto nell’ultimo decennio. Ecco la prova, su strada e circuito, della nuova 911.

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La sigla GTS significa Gran Turismo Sport. In soldoni: una vettura con cui percorrere lunghe distanze ma con la quale, all’occorrenza, non sfigurare tra i cordoli. Di principio qualsiasi 911 adempie già a tali criteri, ma come sappiamo l’uomo e ancora più in particolare l’industria automobilistica è sempre alla ricerca del compromesso ideale. Perciò le GTS nascono con l’intento di essere la scelta di chi desidera la perfetta via di mezzo tra una Carrera S e una GT3, anche se all’atto pratico è una variante più sportiva della prima che non una versione più fruibile quotidianamente della seconda.

Rispetto ad una Carrera S il motore eroga 30 cavalli in più (per un totale di 450 cv e 550 Nm) non tramite un semplice ritocco della centralina bensì con turbine dal diametro maggiore. Le prestazioni cronometriche sono peraltro incredibili se consideriamo che non si tratta né di una Turbo, né di una versione purista creata per la pista: impiega 3,7 secondi per toccare i 100 km/h partendo da fermo ed è in grado di superare i 300 km/h. Oltre ad adottare le carreggiate allargate delle versioni a quattro ruote motrici, la GTS offre di serie le sospensioni adattive PASM che la avvicinano di 20 millimetri al suolo, cerchi più larghi di mezzo pollice e con dado di fissaggio centrale e un pacchetto aerodinamico capace di generare maggiore deportanza. Vengono addirittura proposte, in opzione, le quattro ruote sterzanti.

Il circuito sudafricano di Killarney è probabilmente quello con il peggior asfalto che abbia mai visto in vita mia. Interessante nelle diverse sezioni, con curve impegnative ed entusiasmanti, ma un asfalto ricchissimo di crepe e ondulazioni pronte a mettere in difficoltà qualsiasi vettura con un assetto inadeguato, nonché vie di fuga davvero scarse. Walter Röhrl, presente durante la nostra prova, ha apprezzato questo genere di tracciato: “Altro che i moderni circuiti di Formula 1: questo è ancora uno di quelli vecchia scuola, dove se esci di strada paghi le conseguenze. È così che dev’essere!” Circuito che per l’appunto ci ha quindi imposto, per così dire, di selezionare la taratura più morbida delle sospensioni, la quale è comunque sufficiente per l’incisività che serve quando si passa dalla strada alla pista. Motivo per il quale il set-up più rigido è realmente improntato per un impiego sportivo quando si percorrono asfalti più levigati. L’anteriore si inserisce con precisione e lo sterzo non pecca né in comunicatività, né in sensibilità. È tutto come da copione, proprio come ti aspetteresti. In uscita di curva la motricità è sempre fenomenale anche in presenza di un cattivo fondo stradale, e il telaio sa incassare e quindi smorzare a dovere tutte le asperità e le sollecitazioni che gli vengono inflitte. Tanto da essere composta pure nelle staccate, con il pedale del freno che ti da sempre quella sicurezza che cerchi.

Va detto che, per quanto piaccia o no, il recente passaggio alla sovralimentazione proietta le versioni “d’ingresso” della 911 in un altro pianeta prestazionale rispetto all’aspirato - e in questo caso la GTS non fa eccezione - mantenendo integra la spontaneità come pure il sound, specialmente con lo scarico sportivo di cui è dotata. In circuito il sei cilindri boxer è sfruttabile a qualsiasi regime, particolarmente vigoroso tra i 5’000 e i 6’500 giri al minuto, capace di andare ben oltre quota 7’000 senza però la cattiveria dei vecchi aspirati. L’estremo equilibrio della GTS infonde in chi guida una grande sicurezza - sia di se stessi che in termini assoluti. Da un lato perché è sfruttabile anche da chi non è esperto, dall’altro perché chi ci sa fare si ritrova tra le mani una 911 “insospettabile” ma molto, molto veloce. In particolare se dotata delle opzionali Pirelli PZero Corsa del nostro esemplare in prova.

Non si tratta quindi di un’operazione di maquillage a puri fini di immagine. Ma questo forse già lo sapevamo, perché dacché esiste le GTS hanno sempre dimostrato di avere un grande valore aggiunto in termini di sportività, senza che questo si tramuti in un veicolo “secco” o per puristi. Tanto da essere disponibile con due o quattro ruote motrici, con cambio manuale o doppia frizione, con carrzzoeria Coupé, Cabrio o Targa, ad un prezzo che parte da 150'300 franchi. E poi, con tutti quei dettagli neri all’esterno e tutto quell’Alcantara all’interno, diventa molto più accattivante di quanto già non lo sia una 911.

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